Daphne du Maurier – Rebecca

Titolo: Rebecca

Autore: Daphne du Maurier

Editore: Il Saggiatore

Anno: 2015

Pagine: 425

Prezzo: € 19,00

“Chissà quanta gente al mondo aveva sofferto e continuava a soffrire perché – come me – era incapace di liberarsi dalla propria ragnatela di timidezza e ritrosia e, in preda alla follia e alla cecità, riusciva a costruirsi un muro che impediva di intuire la verità.”

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Daphne du Maurier è sempre stata un’autrice eclettica e dalla produzione quanto mai variegata: durante la sua carriera è passata agevolmente dal romanzo d’amore a quello storico, dalla biografia romanzata alle raccolte di racconti. Indubbiamente però, uno degli aspetti più affascinanti della sua intera bibliografia, è sicuramente dato da quelle opere che analizzano il lato oscuro della mente umana, attraverso un’approfondita quanto inquietante indagine psicologica. Proprio “Rebecca“, romanzo del 1938 trasposto poi al cinema nel 1940 dal maestro del brivido Alfred Hitchcock, è uno degli esempi migliori della narrativa nera della Du Maurier

La trama è semplice e alquanto lineare, ma non per questo scade nella banalità o nel già letto. L’intera vicenda viene raccontata in prima persona dalla protagonista (con la bizzarra particolarità di non venire mai chiamata per nome), consentendo alla du Maurier di farci immedesimare completamente nel disagio e nell’angoscia provati dalla ragazza,  quasi come se la nostra mente riuscisse ad evocare le immagini oscure ed i suoni inquietanti che lei percepisce. La narrazione prende il via quando una giovane dama di compagnia, al servizio di un’agiata signora americana dalle vedute alquanto ristrette, fa la conoscenza a Monte Carlo di Maximilian de Winter, un ricco ed aristocratico possidente inglese. Dopo qualche giorno di assidua frequentazione, la ragazza viene a sapere che il passato del signor De Winter è pervaso dal dolore straziante per la perdita della moglie, Rebecca, affogata tragicamente in mare. Iniziano così a delinearsi l’ombra ed il fantasma di Rebecca, che avvolgeranno con la loro lugubre presenza l’intera narrazione. Nonostante questo, tra i due sboccia l’amore, che li fa convogliare a nozze. Dopo una luna di miele trascorsa in Italia, Maxim porta la nuova moglie a Manderley, la splendida e maestosa tenuta di famiglia, situata sulla costa inglese e circondata da boschi immensi. Proprio l’ingresso nell’antica magione, ci proietta nel vivo della storia. Fin dai primi giorni, la protagonista si rende conto che la presenza di Rebecca è ovunque: la servitù ricorda ancora i suoi ordini e sembra continuare ad obbedirle, ogni cosa che la giovane sfiora era di Rebecca, i cani danno come l’impressione di attendere che lei ritorni da un momento all’altro. Come se non bastasse, la du Maurier introduce uno dei personaggi più inquietanti e meglio riusciti dell’intera opera: la cadaverica e sempre vestita di nero signora Danvers, la governante di Manderley, devota anima e corpo a Rebecca. E così inizia quasi una tacita competizione tra la signora Danvers e la giovane sposa, sempre più intimorita dagli occhi maligni e carichi di odio che l’anziana governante sfodera ogni volta che i loro sguardi si incrociano. Altra fonte costante di inquietudine è il cottage sulla spiaggia, da sempre rifugio e riparo di Rebecca quando era in vita. Qualcosa di malvagio sembra aleggiare intorno alla vecchia costruzione, tanto che Maxim intimerà più di una volta alla sua nuova moglie di non metterci piede. La scrittura evocativa della du Maurier sembra trasportarci davvero all’interno di Manderley, tra i suoi corridoi pieni d’ombra, i boschi oscuri o la misteriosa spiaggia lambita dal mare. Intanto, il tempo nella vecchia dimora scorre veloce e una primavera si trasforma in estate, mentre la nuova signora De Winter fa visita alla nonna di Maxim, che invoca a gran voce Rebecca ripudiando la nuova arrivata, e fervono i preparativi del tradizionale ballo in maschera, che finirà con l’ennesimo trionfo di Rebecca. Un crescendo di tensione e di angoscia, che ci accompagna lentamente fino allo sconvolgente finale, tenendoci incollati alle pagine.

Rebecca” è un superbo romanzo psicologico, difficile da incasellare in un genere preciso, dalle tinte fosche e poco rassicuranti. La caratterizzazione dei personaggi è assolutamente perfetta e la presenza di Rebecca in ogni dettaglio della casa è reso magistralmente dalla du Maurier. Un libro che si legge tutto d’un fiato, in cui l’atmosfera e le sensazioni giocano un ruolo fondamentale. Quando terminerete la lettura vi sembrerà ancora di essere immersi nel paesaggio inglese, con il rumore del mare che si infrange sugli scogli, e se chiuderete gli occhi, la vostra mente  scorgerà ancora il ricordo di una donna bellissima, alta e pallida, di nome Rebecca.

Voto: 5/5

Mr. P.

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2 pensieri su “Daphne du Maurier – Rebecca

  1. Bruna Athena ha detto:

    Ne avevo sentito già parlare di Rebecca, in una video-recensione. Ne parlavano come di un libro in cui si respira costantemente questa presenza di Rebecca, raccontata in modo così suggestivo, che da allora ho sempre in mente di acquistarlo.

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