Ray Bradbury – Il popolo dell’autunno

Titolo: Il popolo dell’autunno

Autore: Ray Bradbury

Editore: Mondadori

Anno: 2002

Pagine: 278

Prezzo: € 10,00

“Dunque, che cosa siamo? Siamo creature che sanno e sanno troppo. E questo ci carica di un fardello che ci impone una scelta: dobbiamo ridere o piangere. Nessun altro animale può ridere o piangere.”

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Incasellare “Il popolo dell’autunno”, opera che Ray Bradbury pubblicò nel 1962, all’interno di un genere è estremamente complicato. Leggendolo ci addentriamo in atmosfere gotiche e fantastiche, le sue pagine sprigionano l’inquietudine e la paura strisciante che solamente gli horror di qualità sanno regalare e ci ritroviamo compagni di viaggio di due ragazzini che intraprendono un percorso psicologico e spirituale che li porterà a scoprirsi diversi da come si immaginavano. Horror, weird, fantasy, gotico, romanzo di formazione: ognuno di questi elementi viene amalgamato da Bradbury insieme agli altri, ottenendo un risultato unico, che trascende i generi, e che possiamo soltanto definire come grande letteratura. Il tutto impreziosito da una scrittura poetica e ricercata, senza mai scadere nel ridondante e nel prolisso.

I protagonisti del romanzo sono Will e Jim, da sempre amici per la pelle, accomunati dall’inquietante data di nascita. Entrambi infatti hanno visto la luce la notte di Halloween, un minuto prima della mezzanotte Will e un minuto dopo Jim. La loro tranquilla esistenza a Green Town, divisa tra giochi infantili e il desiderio ardente di diventare adulti, viene sconvolta dall’arrivo di una sinistra locomotiva, dalla quale scende un nutrito e variegato assortimento di fenomeni da baraccone. I due ragazzi, spiandoli eccitati, assistono alla realizzazione di un misterioso luna park, pronto ad accogliere gli ignari abitanti di Green Town. I due amici, fantasticando l’intera notte sul segreto custodito da quel singolare parco di divertimenti, si recano il giorno dopo, entusiasti e intimoriti, in esplorazione del magico tendone. Lì incontrano la signorina Foley, loro insegnante, sconvolta e profondamente turbata dopo la visita al labirinto degli specchi, asserendo di aver visto una ragazza, molto simile a lei da giovane, in procinto di affogare. Gli specchi infatti raffigurano l’incedere inesorabile del tempo e la materializzazione delle nostre più recondite e nascoste paure, come avranno anche modo di sperimentare Will e Jim. I due ragazzi fanno poi la conoscenza dei due titolari del luna park, il signor Cooger, un uomo robusto dai capelli rosso fuoco e il signor Dark, detto anche Uomo Illustrato, a causa degli orribili tatuaggi che gli ricoprono l’intero corpo. I due amici scoprono così un’altra attrazione dai poteri oscuri: si tratta di una giostra che, a seconda del senso in cui la si fa girare, ha la facoltà di ringiovanire o invecchiare chiunque ci salga sopra. Un fascino tenebroso che non mancherà di sedurre i ragazzi, smaniosi di scavalcare la loro infanzia per approdare all’età adulta. Ma i loro desideri inappagati fortunatamente verranno mitigati da Charles Halloway, padre di Will e bibliotecario di Green Town. Charles rappresenta la saggezza e il coraggio dell’uomo adulto, che però continua a tenere un piede nell’età magica dell’adolescenza, mantenendo intatte dentro di sé l’allegria e le risate dell’infanzia. Proprio Charles aiuterà il figlio e l’amico a sfuggire al pericoloso signor Dark e ai suoi fenomeni da baraccone: la Strega della Polvere, vecchissima indovina dagli occhi cuciti con ragnatele, o il nano, in cui i due amici riconoscono con sgomento un venditore di parafulmini che avevano conosciuto qualche giorno prima. Ma sfuggire al popolo dell’autunno è impresa ardua e Charles, Will e Jim dovranno appellarsi a quanto di più autentico e spensierato risiede nei loro cuori, per poter fronteggiare la malvagità sprigionata dal luna park.

Il popolo dell’autunno” è un romanzo, dolce e inquietante allo stesso tempo, che affronta con delicatezza il passaggio dall’infanzia all’età adulta, uno dei temi cari a Bradbury, attraverso l’angosciante svolgersi di una moderna favola nera. Un libro in grado di farci tornare ai giorni magici della nostra infanzia, esorcizzando le nostre paure e lasciando che il nostro cuore si identifichi con Will e Jim, con i loro terrori e le loro speranze. Un viaggio appassionante ed inquieto, che lascerà un ricordo indelebile a chi si lascerà travolgere dalle sue pagine.

Voto: 4,5/5

Mr. P.

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Ray Bradbury – Paese d’ottobre

Titolo: Paese d’ottobre

Autore: Ray Bradbury

Editore: Mondadori

Anno: 2012

Pagine: 306

Prezzo: € 10,00

“Naturalmente lei sa che dei bambini uccidono la madre nascendo. Perché? Potrebbe mai trattarsi di rancore per il fatto di essere costretti a venire in uno sporco mondo come questo?

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Ray Bradbury è sicuramente uno dei più grandi scrittori ed innovatori del genere fantascientifico (basta nominare le “Cronache marziane“) ed ha dato vita ad uno dei classici moderni più belli di tutto il ‘900, “Fahrenheit 451“. Ma mentre la sua mente creava incredibili mondi futuristici, Bradbury scrisse anche una serie di racconti ambientati nei territori della sua infanzia e più precisamente nei piccoli paesi agricoli e nei sobborghi del Midwest. Storie che sono poi state definite le sue “cronache terrestri” e raccolte all’interno di questa antologia. Diciannove piccoli capolavori che prendono per mano il lettore e lo costringono a fare un salto nel bizzarro, nell’imprevedibile, nel misterioso. E ovviamente nella paura. Perchè cosa c’è di più terrificante dell’orrore che irrompe lentamente ma inesorabilmente nella banalità del quotidiano?

Tra le folli pagine di questa raccolta vediamo susseguirsi con stupore sempre crescente un vampiro molto singolare, un uomo ossessionato dal proprio scheletro, una madre terrorizzata dal figlio appena nato, un campo di grano che forse è meglio non falciare. Ma anche la paura assoluta di un uomo verso il vento che spira impetuoso fuori dalle mura di casa sua, la macabra folla che si riunisce ogni volta che accade un incidente, uno scrittore che racconta rilassato della propria presunta morte, una curiosa coppia di anziani assicuratori che cerca di avvisare una donna di un pericolo imminente. Una menzione a parte valgono poi i tre racconti a mio parere migliori dell’intera collezione. “Il barattolo” è l’oscura e inquietante storia di un barattolo acquistato da un contadino per pochi soldi, contenente qualcosa di incomprensibile e indecifrabile e che da adito agli abitanti del paese di lanciarsi nelle congetture più strane, risvegliando vecchie paure. Se poi Stephen King lo ha definito uno dei migliori racconti horror di sempre un motivo ci dovrà pur essere. “Il lago” invece esplora il versante più malinconico di Bradbury: narra infatti di una struggente storia d’amore tra due ragazzini, che nemmeno la morte e il trascorrere del tempo potrà mai cancellare. Toccante e ricco di emozione. Concludo poi con “L’emissario“, terrificante storia di ritorni dall’oltretomba, perfetta per una lettura invernale accanto ad un camino acceso e con un thè caldo in mano.

In “Paese d’ottobre” i generi si mescolano, creando un risultato unico e sorprendente. Ed è stupendo perdersi tra le pagine di questa antologia, divorando una storia dopo l’altra e facendone quasi indigestione. E quando si arriva rabbrividendo alla fine di questo stravagante e pauroso viaggio letterario, una sorta di malinconia ci avvolge: ne vorremmo ancora e ancora. Perchè la mente dell’uomo non è mai sazia di quel senso di stupore che si prova di fronte ad avvenimenti che non si possono spiegare, al mistero che è legato indissolubilmente alla nostra esistenza, al senso dell’ignoto che è parte integrante di noi.

Voto 4,5/5

Mr. P.