Carmen Maria Machado – Il suo corpo e altre feste

Titolo: Il suo corpo e altre feste

Autore: Carmen Maria Machado

Editore: Codice Edizioni

Anno: 2019

Pagine: 262

Prezzo: € 18,00

«Ho conosciuto molte persone nella vita, e di rado incontro qualcuno che sia stato spogliato di tutto, potato a tal punto che i suoi rami possano crescere più vigorosi di prima. Posso dirvi con assoluta onestà che quella sera nella foresta è stato un dono. Molte persone vivono e muoiono senza mai confrontarsi davvero con se stesse, nell’oscurità. Pregate di ritrovarvi un giorno sul bordo dell’acqua, di sporgervi e potervi contare tra i fortunati.»

Carmen Maria Machado. Probabilmente, provando a far risuonare nella vostra mente questo nome, non ne verrà fuori nulla. I più informati potrebbero aver sentito qualche accenno a questa giovane autrice statunitense, finalista al National Book Award nel 2017, ma credo sia ancora troppo poco conosciuta in Italia. Il motivo è senz’altro uno solo: nel nostro Paese è stata pubblicata da un paio di mesi soltanto. Codice Edizioni ha messo a segno un colpaccio perché “Il suo corpo e altre feste” è una raccolta di short stories degna di nota. Originale, arguta, sorprendente. Qualcosa di nuovo, fresco e interessante. Inizio questo articolo tirando subito le somme: dovete leggerla.

È lecito dunque domandarsi quale sia l’ingrediente che rende questo volume – che, ricordiamolo, è un debutto, e questa cosa mi riempie ulteriormente di gioia perché mi fa pensare “Se questo è solo l’esordio, chissà che cosa ci aspetta!” – così bello. Basterebbe, in realtà, leggere anche soltanto la prima delle otto storie qui raccolte. “Il nastro” racconta quella che, apparentemente, è una semplice relazione d’amore: una ragazza incontra un ragazzo ad una festa, si notano, si piacciono, cominciano la loro vita insieme e il tutto viene narrato in prima persona con una tale grazia, con una tale leggerezza che sembra di essere di fronte alla donna che ci sta rievocando la sua esistenza. Fin dalle prime pagine, però, si nota un particolare che stona con la vie en rose precedente, che incuriosisce il lettore, lo rende dubbioso, a tratti inquieto: la protagonista indossa infatti intorno al collo un bellissimo nastro verde che nessuno può toccare, nemmeno le persone a lei più care. È assolutamente vietato. Perchè?, ci si domanda. Non viene fornita nessuna risposta. I cattivi presagi che il lettore sente fin dall’inizio continuano poi lungo tutta la narrazione della protagonista, la quale inserisce delle brevissime storielle macabre e a tratti fantastiche, dei “racconti nel racconto” che non lasciano scampo: siamo ormai certi, non ci sarà nessun lieto fine. Ripreso splendidamente nell’illustrazione di copertina di Davide Bonazzi, questo primo gioiello letterario presenta tutti i temi che la Machado esplorerà nell’opera: i rapporti umani e ciò che nascondono, la sessualità queer, il dolore e la violenza, la centralità del corpo, un immaginario realistico ma allo stesso tempo pregno di elementi surreali. Ho apprezzato la raccolta per intero (l’unico ‘racconto non racconto’ su cui ho dei dubbi è “Particolarmente esecrabili”, una riscrittura delle prime dodici stagioni di “Law&Order: Unità Vittime Speciali”, che stona leggermente con l’alto livello del libro); a questo giro non riesco nemmeno ad avere una short story preferita. Ho assistito all’apocalisse mentre una donna elencava tutti gli incontri sessuali della sua vita (“Inventario”), ho avvertito il disagio di una persona che ha come scopo un dimagrimento tale che la porterà a confrontarsi con la parte più nascosta di sé (“Otto bocconi”), ho avuto paura che il mio stesso corpo diventasse volatile e trasparente per non si sa quale strano motivo (“Le donne vere hanno un corpo”), ho tremato con una donna vittima di violenza, che si accorge di poter leggere nel pensiero degli attori dei film porno che guarda per cercare di sconfiggere il suo trauma (“Intrattabile alle feste”).

Carmen Maria Machado è questo ma anche molto altro, è una scrittrice in grado di andare al di là dei generi in tutti i sensi, anche e soprattutto letterari: l’erotismo si mischia con il surreale, alla fine della commedia romantica fa capolino l’horror, il distopico va a braccetto con l’introspezione psicologica. I suoi racconti attirano il lettore, che si ritrova intrappolato, incuriosito, pronto a continuare a leggere per poi scoprire (forse, perché non sempre è dato saperlo) come le cose si evolveranno, dov’è l’inghippo. Per concludere, una raccolta tanto delicata quanto potente, misteriosa  e onirica, che non potete farvi assolutamente sfuggire.

Voto: 5/5

Mrs. C.