Oscar Wilde – Racconti

Titolo: Racconti

Autore: Oscar Wilde

Editore: Rizzoli

Anno: 2011

Pagine: 293

Prezzo: € 8,90

“E’ sempre una cosa molto pericolosa, raccontare una storia con la morale!”

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Non è mai facile discorrere di un classico della letteratura senza sembrare presuntosi o boriosi. Anche perchè quando si analizzano le opere di mostri sacri, più che di una recensione si può parlare di una chiacchierata. E così mi accingo a fare con Oscar Wilde e la produzione completa dei suoi racconti. Negli anni passati mi era sempre capitato di leggere alcune sue storie sparse in raccolte e antologie, sempre con crescente curiosità, così quando ho trovato questo volume comprendente tutte le sue short stories, non me lo sono lasciato scappare.

Il libro si divide in tre parti, costituite dalle tre raccolte pubblicate da Wilde: “Il principe felice e altri racconti“, “La casa dei melograni” e “Il delitto di lord Arthur Savile e altri racconti“. Nelle prime due si respira l’aria dolce e leggera delle fiabe, mentre l’ultima parte presenta ai lettori i racconti più maturi e sarcastici di Wilde. “Il principe felice e altri racconti” raccoglie due delle favole più conosciute e più amate della produzione wildiana: “Il principe felice” e “Il gigante egoista“. Nella prima, la statua interamente d’oro raffigurante un principe, sacrifica, complice un amico passerotto, i gioielli e il metallo prezioso di cui è composta, per aiutare i poveri ed i bisognosi. Nella seconda, un gigante proprietario di un giardino stupendo, capisce il valore dell’amore solo dopo aver cacciato i bambini che giocavano spensierati nel suo parco. Completano la prima parte “L’usignolo e la rosa“, breve racconto sui capricci dell’amore e sugli inutili sacrifici che a volte comporta, “L’amico devoto“, triste parabola sui rischi di un’amicizia trasformatasi in devozione e “Il razzo“, storia incentrata sulla vanità e la comica superiorità di un razzo. Cinque narrazioni intrise di morale e perfette da leggere la sera ai più piccoli, ma dove si intravede già qualche tocco del sarcasmo che ha reso celebre lo scrittore irlandese. “La casa dei melograni” si apre con “Il giovane re“, fiaba dal sapore religioso, in cui un ragazzo destinato al trono capisce che per regnare in modo giusto non occorre alcuna ricchezza, ma pietà e comprensione. “Il compleanno dell’infanta” accantona il lieto fine tipico delle favole, per dipingere l’amore grottesco e straziante di un nano verso una principessa. “Il pescatore e la sua anima” ci affascina narrandoci le vicende di un pescatore che si innamora follemente di un’ondina, delicata creatura marina, al punto di rinnegare la propria anima, costretta a vagare senza pace per il mondo intero. Chiude “Il figlio delle stelle“, altra storia in cui la morale la fa da padrona, in cui un giovane venuto dal cielo dovrà imparare a proprie spese il valore autentico dell’affetto verso la propria madre. La terza ed ultima parte del volume inizia con “Il delitto di lord Athur Savile“, parodia della chiaroveggenza e della chiromanzia e, contemporaneamente, sprezzante presa in giro dell’aristocrazia inglese. Il giovane lord Arthur, in procinto di sposarsi, scopre tramite un sedicente chiromante di essere condannato a compiere un delitto. Per evitare che ciò si compia dopo le nozze, con il rischio di venire ripudiato dalla moglie, lord Arthur cercherà di uccidere un anziano parente dopo l’altro, con risultati tanto disastrosi quanto spassosi. “La sfinge senza segreti” è un breve excursus nel giallo, in cui il protagonista cerca in tutti i modi di carpire il segreto della donna di cui è innamorato, finendo poi per rimanerne profondamente deluso. Si prosegue poi con il vero capolavoro del Wilde scrittore di storie brevi, ovvero la stupenda “Il fantasma di Canterville“. Divertentissima storia di fantasmi, in cui per una volta la vittima è lo spirito ed i persecutori sono gli uomini. Infatti lo spettro di lord Canterville infesta da secoli la magione di famiglia, fino a quando arriveranno degli americani a stravolgere la sua esistenza, con scherzi e sberleffi. Nel finale la piccola Virginia proverà pietà di lui, aiutandolo a liberarsi dalla maledizione che lo affligge. Chiude il volume “Il milionario modello“, storiella che miscela ironia ed eticità.

I racconti di Oscar Wilde sanno donarci qualche ora di piacevolissima lettura, facendoci immergere prima in un’atmosfera tenue e fiabesca, per poi catapultarci nella Londra aristocratica con la giusta dose di sarcasmo. Vale sicuramente la pena recuperarli, per scoprire il lato più fanciullesco e delicato dell’autore ricordato in particolare per il capolavoro “Il ritratto di Dorian Gray” e per i suoi aforismi immortali.

Voto: 4/5

Mr. P.

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Top 5 libri letti nel 2015

L’anno sta per finire e, naturalmente, è tempo di classifiche. Durante questo 2015 sono riuscita a leggere “soltanto” 34 libri.  Devo dire, però, che quelli che mi hanno colpita nel profondo si possono contare sulle dita di una mano. Ecco, quindi, la mia top 5, i migliori libri letti durante questi ultimi 365 giorni!

NATSUO KIRINO – LE QUATTRO CASALINGHE DI TOKYO

TOKYO

Questo è IL libro. Il libro più bello, avvincente e disturbante del 2015, quello che mi ha dato più dipendenza e che non vedevo davvero l’ora di leggere appena avevo un momento di tempo. Non sono una profonda conoscitrice della letteratura giapponese e questo è il primo romanzo che leggo di Natsuo Kirino, ma mi ha davvero spiazzata, colpita ed affondata. Su “aNobii” qualcuno aveva scritto «Quentin Tarantino potrebbe farci un film» ed effettivamente sarebbe proprio il suo genere. La trama è semplice: quattro donne, colleghe ma non propriamente amiche, si ritrovano legate l’una all’altra a causa di un omicidio che cercano di coprire. Da qui il libro si sviluppa ulteriormente, in una spirale di colpi di scena, atrocità, violenze, inganni e ricatti. Ogni capitolo alterna un punto di vista diverso sulla vicenda, sondando la parte più oscura della nostra mente. Scritto divinamente, non è nè un thriller, nè un giallo, nè un romanzo psicologico, ma forse un mix di tutti e tre, un noir ambientato in una Tokyo probabilmente neanche poi così lontana da certe realtà.

ORIANA FALLACI – LETTERA A UN BAMBINO MAI NATO

FALLAC I

Primo approccio con la Fallaci, libro completamente differente dal primo in classifica, ma crudo e doloroso quanto il precedente, anche se in un modo totalmente diverso. “Lettera a un bambino mai nato” è il lungo monologo di una donna al bambino che si ritrova a portare in grembo, è una lettera piena di dubbi esistenziali: è giusto mettere al mondo un figlio in un’epoca come questa, dove la violenza dilaga ed il rispetto viene continuamente a mancare? E’ giusto abortire? E di chi è la responsabilità in questo caso? E’ un un’opera che in primis tutte le donne dovrebbero leggere, intenzionate o meno ad avere figli. E’ però anche uno scritto che ogni uomo dovrebbe interiorizzare, prima o poi, per comprendere le difficoltà ed il dolore che, molto spesso, le donne si ritrovano a subire. Un libro breve ma tagliente come pochi.

PATRICIA HIGHSMITH – IL TALENTO DI MR. RIPLEY

RIPLEY

Un paio di anni fa (nonostante sia uscito nel 1999) ho visto per la prima volta l’omonimo film di Anthony Minghella e ne sono rimasta completamente affascinata. Ho quindi deciso poi di leggere il libro da cui la pellicola era stata tratta, sperando di non rimanerne delusa – perchè sì, quando a volte si vede prima la versione cinematografica, poi si corre il rischio di perdere tutti i colpi di scena e le novità che si assaporerebbero nella lettura. Fortunatamente, con il capolavoro di Patricia Highsmith non è successo. Tom Ripley è un giovane americano che campa organizzando piccole truffe; è piuttosto insoddisfatto della sua vita ma, per una volta, la buona sorte gli viene in soccorso. Incontra infatti il signor Greenleaf, padre di un suo vecchio compagno di scuola, Dickie, che lo persuade – pagandolo anche discretamente – a recarsi in Italia, nel paesino marittimo di Mongibello, dove il figlio risiede, per convincerlo a tornare in America. Ha luogo quindi quello che per Tom è un “nuovo inizio”: incontra Dickie, ne rimane ammaliato, e decide di dar luogo ad uno scambio d’identità che gli permetterà di assumere una nuova, magnifica, ricca vita. Senza spoilerare troppo, vi dico che questo romanzo, ambientato per la maggiorparte in Italia, è un thriller psicologico veramente appassionante, e, nonostante il protagonista non sia propriamente una brava persona, non potrete non affezionarvi a lui.

OSCAR WILDE – DE PROFUNDIS

WILDE

Passiamo ora ad un libro cosiddetto “classico”. Non è facile descrivere il mix di emozioni che ha suscitato in me questa lunga lettera scritta col cuore in mano da Oscar Wilde al suo amico e compagno (o forse è meglio dire “ex amico e compagno”) Alfred Douglas, detto Bosie. Sono pagine piene di dolore, rancore, amore ma anche infelicità quelle a cui mi sono trovata davanti. L’autore le ha scritte mentre era incarcerato anche a causa del suo giovane amante, in quanto fu condannato per il reato di sodomia. Si ritrova qui un Wilde che appare meno “brillante” del solito: ciò che intendo dire è che, pur mantenendo un altissimo livello di scrittura, traspare in pieno una figura devastata dal dolore, irritata, debole e fragile in tutta la sua umanità. Wilde qui non è più soltanto l’eccentrico dandy conosciuto da tutti per i suoi aforismi e la sua eleganza innata: è anche e soprattutto un uomo che esterna la sua passività ed il suo vittimismo nei confronti di un ragazzino viziato ed egocentrico. Una coltellata in pieno petto per chi si è ritrovato almeno una volta nella vita inerme nelle mani della persona che amava.

ITALO CALVINO – GLI AMORI DIFFICILI

 CALVINO

Questo libro in realtà non ha ricevuto le cinque stelline su cinque, ma si è aggiudicato un 4.5/5. Il motivo per cui non gli ho dato il massimo è perchè “Gli amori difficili” inizia con un paio di racconti che non mi hanno entusiasmato granchè e che sono, a mio parere, nettamente inferiori alle piccole perle che si trovano successivamente. Il mio disappunto iniziale (ed anche finale, in quanto gli ultimi due racconti, quelli più lunghi, li ho trovati ugualmente meno belli rispetto agli altri) ha fatto sì che questo non rientrasse pienamente nei libri amati alla follia nel 2015, ma comunque una quinta posizione se la conquista lo stesso, perchè Calvino è Calvino, e prima o poi stupisce e rapisce comunque. La maggior parte delle storie qui narrate ha a che fare con l’amore, un amore che però nasconde molto spesso una grande amarezza, anche se a volte commuove quasi fino alle lacrime. L’autore scrive meravigliosamente, fa dei piccoli gesti quotidiani e degli incessanti dubbi della mente il suo cavallo di battaglia e riesce ad infiltrarsi con dolcezza nel cuore del lettore. Il racconto che vale da solo forse l’intero libro è senz’altro “L’avventura di un automobilista”, disarmante.

Ma adesso tocca a voi: qual è la vostra top 5 dei libri letti in questo 2015? Fateci sapere, perchè siamo sempre in cerca di nuovi spunti letterari!

Mrs. C.