Daniel Gumbiner – Il costruttore di barche

Titolo: Il costruttore di barche

Autore: Daniel Gumbiner

Editore: Edizioni Lindau

Anno: 2019

Pagine: 248

Prezzo: € 18,50

“«Presto ti ritroverai vecchio come me, e ti garantisco che l’unica cosa che non ho mai rimpianto è di non essermi preoccupato di più. Non mi sono svegliato una sola mattina dicendomi, “Oddio, avrei dovuto passare più tempo a preoccuparmi”. No, spero soltanto di aver guardato le cose in faccia. Perché l’ansia si nutre di futuro. Se guardi le cose così come sono è molto difficile farsi prendere dall’ansia».
«E se si tratta di qualcosa di brutto?».
«Bene, allora è  qualcosa di brutto. Ma la sofferenza nasce quando cerchi di non fare apparire brutto ciò che è brutto. Non dico che sia facile. Io stesso sbaglio di continuo. Ma è l’unica soluzione».”

Dopo un periodo di pausa, dovuto a un’estate divisa tra vacanze e impegni, torno finalmente a parlare di letteratura sul blog, scegliendo di iniziare da un romanzo uscito qualche mese fa nella collana contemporanea di Edizioni Lindau. Si tratta de “Il costruttore di barche“, opera d’esordio dell’americano Daniel Gumbiner, già editor della rivista “The Believer” e della casa editrice “McSweeney“. A cominciare dalla stupenda immagine di copertina (ma sulle cover Lindau da anni ci ha abituati benissimo), il romanzo di Gumbiner mi ha subito intrigato. Un titolo evocativo, che mi ha portato alla mente l’odore di salsedine, la provincia americana, la vocazione di una vita intera. Il tutto condito da un’aura nostalgica e solitaria.

Il libro si apre subito con una delle sue scene più potenti e che mi ha accompagnato costantemente nella lettura, fino all’ultima pagina. Berg, ventottenne reduce da un grave incidente che gli ha causato un trauma cranico, tormentato dai continui mal di testa, strascico malevolo dell’infortunio, si intrufola in casa di uno sconosciuto per rubare i farmaci oppioidi di cui è dipendente. Non è la prima volta che lo fa, forse non sarà nemmeno l’ultima, ma nell’immagine vergognosamente disperata del protagonista si intravedono già i temi portanti del romanzo: il tentativo di guarire la propria anima, la ricerca di affetti autentici, l’affrontare le proprie tempeste interiori, per uscirne rinvigoriti e con una nuova consapevolezza. Tematiche importanti ma che Gumbiner tratta con naturalezza e una sottile ironia, senza appesantire la narrazione ma, anzi, proponendo al lettore un racconto fluido e disinvolto. Personaggio chiave, a tale proposito, è Alejandro, il costruttore di barche che dà il titolo al romanzo. L’incontro con l’eccentrico e geniale artigiano, cambierà radicalmente l’esistenza di Berg, portandolo a interrogarsi e a osservare con occhio critico ciò che è diventato, donandogli una coscienza rinnovata. Forse mi sarei aspettato qualche momento “filosofico” in più, date le premesse, mentre gli insegnamenti di Alejandro sono distribuiti con il contagocce. Ciò che prevale è invece la quotidianità del lavoro in officina, la rusticità della vita in fattoria e la gioia di sentire la propria pelle accarezzata dalla brezza marina. Sensazioni e silenzi che possono valere più di molti precetti morali e che contribuiscono a dare di Alejandro un’immagine non da santone, ma di uomo normale, con i suoi grandi pregi ma anche le sue ossessioni e i suoi difetti. Un personaggio umano e non idealizzato, come scoprirà anche Berg. A fare da sfondo alle consuetudini del costruttore di barche e del suo apprendista, c’è la vita provinciale di Talinas, cittadina immaginaria del nord della California, che mi ha ricordato una Holt affacciata sul mare. Un paese dove tutti si conoscono, gli odi tra famiglie sono all’ordine del giorno e le malelingue parlano spesso a sproposito, anche di Alejandro e della sua vita ai limiti dello stravagante.

Il costruttore di barche” può quasi essere considerato un romanzo di formazione che non si concentra, però, sull’adolescenza, bensì sull’età adulta. Un percorso spirituale all’interno dell’anima di Berg, irto di complicazioni ma grondante determinazione e voglia di resistere. Una riflessione intensa sull’amicizia e sulla profondità inattesa dei rapporti che vanno ad intrecciare le esistenze di due sconosciuti, portando una nuova e più lucida visione delle cose.

Voto: 4/5

Mr. P.

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