James Baldwin – Stamattina stasera troppo presto

Titolo: Stamattina stasera troppo presto

Autore: James Baldwin

Editore: Racconti Edizioni

Anno: 2016

Pagine: 281

Prezzo: € 16,00

“Eppure giorno dopo giorno si rendeva conto di essere nero come il peccato, capiva che i segreti del suo cuore erano una puzza alle narici di Dio.”

James Baldwin fa parte di quella schiera di autori che nel nostro paese sono caduti ingiustamente nell’oblio e che necessiterebbero di una corposa ristampa delle loro opere. Per fortuna ci ha pensato Racconti Edizioni, riportando nelle librerie italiane “Stamattina stasera troppo presto”, l’unica raccolta di racconti dello scrittore newyorchese. Un’antologia potente, rabbiosa, mai banale. Otto blues, come li definisce la stessa casa editrice, che ci prendono a schiaffi in pieno volto, ci scuotono e ci urlano contro ma che sanno anche cullarci e accarezzarci malinconicamente.

James Baldwin, all’interno delle sue storie, diventa bambino, uomo, donna, bianco e nero. La sua scrittura diretta e priva di orpelli, che sa toccare con grazia le corde più nascoste dell’animo umano, ci accompagna nel profondo della coscienza della gente comune, tra problemi quotidiani e il desiderio straziante di una nuova vita.
Nei suoi racconti troviamo temi scomodi e dalle acute valenze sociali, che pescano a piene mani nella tormentata esistenza dell’autore americano. Il difficile rapporto tra un figlio, colmo d’insicurezza e in cerca di comprensione, con un patrigno inflessibile e fanatico religioso (“Il macigno”), si intreccia con un’omosessualità repressa, faticosa da comprendere per lo stesso narratore (“La scampagnata”). Tratti chiaramente autobiografici, che ci trasmettono la sensazione di disagio e di incomunicabilità con la famiglia che deve aver provato lo scrittore da ragazzo.
Non possono mancare ovviamente le tematiche legate al razzismo e alla discriminazione dei neri d’America, affrontate in modo magistrale in racconti come “«Previous condition»”, “Come out the wilderness”, dove Baldwin ci narra della burrascosa storia d’amore tra una donna di colore e un ragazzo bianco e “Uomo bianco”. Proprio da quest’ultimo, descritto attraverso le percezioni e i sentimenti di uomo di razza bianca, traspare tutta la crudeltà e la generalizzazione con cui è stato trattato il popolo nero. Un racconto agghiacciante, che non mancherà di infilarsi come un amo nella coscienza del lettore, per poi arpionargli il cuore. Altro esempio di brutalità inaudita, ma assumendo questa volta i caratteri di una vendetta dettata dall’invidia verso una famiglia bianca, è “L’uomo bambino”. Una manciata di pagine che lascia un vero e proprio senso di malessere. Emozioni dense che soltanto le grandi penne sanno trasmettere. Particolarmente toccante è invece “Blues per Sonny”, storia sul legame complicato tra due fratelli, che nonostante le divergenze e una visione opposta della vita, finiscono per ritrovarsi.
Il racconto che da il titolo alla raccolta è invece un altro esempio di esperienza autobiografica. Il protagonista è un attore e cantante che, come Baldwin stesso, è emigrato a Parigi, lontano da un’America che non l’ha mai accettato veramente. “Stamattina stasera troppo presto” narra l’ultima notte francese dell’attore prima di tornare negli Stati Uniti per una nuova opportunità di lavoro. Veniamo così a scoprire che il ritorno verso il paese natio, più che fonte di gioia, è foriero di paure e incertezze sul futuro. Il narratore si sente un espatriato fin dalla nascita, senza un luogo da poter chiamare casa. Un’odissea interiore di cui non ci è concesso conoscere il finale ma che ci lascerà intravedere uno spiraglio di speranza.

James Baldwin, attraverso le ingiustizie e le discriminazioni subite dalla sua razza, parla un linguaggio universale, diretto a ogni essere umano, senza distinzione di sesso o etnia. Racconti di denuncia sociale e di indagine psicologica, vigorosi e delicati nello stesso tempo. Storie che sapranno trasmettervi rabbia, rimpianto, solitudine, amore e che, statene pur certi, non potranno lasciarvi indifferenti.

Voto: 4/5

Mr. P.

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