Torino e i suoi Portici di Carta

Torino è una città meravigliosa e forse – anzi, sicuramente – sono di parte. Il fatto che abbia un rapporto tanto stretto con i libri e la letteratura me la fa amare ancora di più. Non è solo una città a cui numerosissimi scrittori ed intellettuali sono stati legati (basti pensare a Calvino e Pavese, per citarne due), ma è sempre riuscita, in qualche modo, ad attirare orde di “topi da biblioteca” con le sue iniziative: prima fra tutte il Salone Internazionale del Libro, inaugurato nel lontano 1988. Ma il Salone, benchè forse più conosciuto, non è l’unica manifestazione culturale a sfondo ‘libresco’.

Nel 2016 infatti ricorrono i dieci anni di “Portici di Carta”: i portici del centro di Torino, nel corso dell’ultimo decennio, ad inizio autunno (ultimamente ad ottobre, ma inizialmente a fine settembre), si sono trasformati per un weekend in una libreria a cielo aperto lunga più di due chilometri. Le bancarelle proposte sono numerosissime, ci sono librai indipendenti ma anche grandi catene, libri nuovissimi ma anche usati, piccole case editrici sconosciute ai più, librerie di settore, letteratura per l’infanzia e non. Come se questo piccolo paradiso per lettori non bastasse, ogni anno vengono organizzati dibattiti, incontri con scrittori, presentazioni, reading, passeggiate d’autore, intrattenimenti per i più piccoli. Partecipare almeno una volta è un must per ogni lettore che si rispetti.

Proprio perchè a breve si terrà l’edizione di quest’anno (più precisamente, sabato 8 ottobre dalle 10.00 alle 24.00 e domenica 9 ottobre dalle 10.00 alle 20.00), ho deciso di invogliarvi a fare un giro per questa splendida città, per i suoi portici maestosi, a respirare l’aria di cultura che da sempre ci regala. Ecco, dunque, qualche foto scattata l’anno passato:

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Letteratura per l’infanzia (chi non vorrebbe un libro-casa delle bambole del genere?)

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Vogliamo parlare delle edizioni BUR/Rizzoli per ragazzi?

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Un mondo di Iperborea…

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L’invasione degli Iperborea continua.

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Anche i Sellerio non se la cavano male!

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Quindi il paradiso è fatto di Minimum Fax?

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Un po’ inquietante!

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Solo un vero Lettore può rispondere a questa domanda.

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Evvai, qualche sconto anche per noi poveri lettori squattrinati!

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Le Lonely Planet non possono mai mancare!

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L’eleganza delle edizioni SE.

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Qualcuno ha detto Georges Simenon?

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Cose da lettori.

Come sempre, per vedere meglio le foto, potete cliccarci sopra. Per qualsiasi approfondimento su Portici di Carta potete andare sul sito ufficiale della Manifestazione.

Buon divertimento!

Mrs. C.

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Budapest, diario di viaggio. Giorno 1

Mercoledì 22 LUGLIO 2015

Inutile negarlo, quando si parte per un viaggio non si può non provare qualcosa. Che sia emozione, paura, curiosità, è inevitabile sentirsi in fibrillazione. Non importa se il luogo verso cui ci si dirige è quello che si sognava da tutta una vita oppure se la meta è stata decisa all’ultimo, magari quasi a caso. Un mix di eccitazione e di timore non può non coglierci.

Ed è così che mi sono sentita anche io, quell’ormai lontano 22 luglio, quando mi sono svegliata all’alba per prendere un Frecciarossa da Torino, direzione Milano Centrale. Da qui, io e Mr. P. abbiamo preso una navetta (http://www.orioshuttle.com/) che in circa cinquanta minuti ci ha portati all’Aeroporto di Bergamo Orio al Serio. Con tutta la calma del mondo abbiamo mangiato qualcosa per pranzo e ci siamo diretti verso il nostro gate. Tecnicamente il volo per Budapest sarebbe dovuto partire alle 14.20, ma un ritardo per un non ben specificato motivo ha fatto sì che partissimo soltanto alle 15.05 – poteva comunque ancora andarci peggio! All’incirca un’ora e quaranta minuti dopo siamo finalmente in Ungheria, all’Aeroporto Internazionale Budapest-Ferenc Liszt. Recuperati i bagagli e dopo esserci orientati un attimo, alle 17.30 prendiamo un’ulteriore navetta, l’Airport Shuttle Minibus, che ci porterà in centro -e ci riporterà poi anche all’aeroporto, al costo di circa 17 euro. Dividendo l’auto con altre due coppie (una delle quali aveva l’albergo in pieno centro!) abbiamo dovuto allungare un po’ il giro, cosa che ci ha permesso di dare un primo, velocissimo sguardo alla città. Un’ora dopo siamo finalmente giunti all’Hotel Bara Junior, in cui abbiamo ricevuto una bellissima sorpresa: ci avrebbero sistemato, a loro carico, nella parte di hotel più nuova e bella, perchè non erano più disponibili stanze in quello che avevamo scelto. L’Hotel Bara si è, tutto sommato, rivelato un’ottima scelta: situato nella parte vecchia della città (Buda), dista all’incirca una mezz’ora a piedi dalla parte più moderna (Pest), che raggiungerete attraversando uno dei numerosi ponti sul Danubio. La stanza (con annesso bagno) che ci hanno dato era spaziosa e moderna. A nostra disposizione avevamo, oltre al wi-fi gratutito – fondamentale – , anche la colazione (piuttosto variegata) al ristorante dell’albergo.

Nonostante la stanchezza – dovuta sia al viaggio ed ai vari spostamenti, ma anche alla notte, passata quasi insonne! – abbiamo subito deciso di recarci in centro, in modo da non perdere neanche un minuto del tempo a nostra disposizione. Devo ammettere che questo viaggio è stato piuttosto devastante, soprattutto i primi giorni, a causa del terribile caldo che abbiamo trovato: giunti a Budapest abbiamo notato che la temperatura era di ben 42 gradi! Camminare e girovagare freneticamente con un tempo del genere non è stato facile, specialmente per me: più volte mi sono ritrovata a dover fare una pausa, per la “gioia” di Mr. P., che invece desiderava vedere tuttissimo. 😀

Verso le otto abbiamo attraversato l’ Erzsébet hid (Ponte Elisabetta) ed immediatamente ci siamo accorti di quanto fossimo stati fortunati: una città pressochè nuova, che non avevamo mai visto, ci ha subito regalato un tramonto sul Danubio dalle lievi sfumature rosa.

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Veduta sul Danubio dal Ponte Elisabetta

“Budapest è bellissima”, ho scritto il giorno seguente sul taccuino che mi portavo appresso per annotare sensazioni, luoghi, scoperte. Una frase semplicissima, ma è la prima cosa che ho pensato quando l’ho vista di notte. Perchè alla luce del sole si rivela una città godibile, sì, come possono esserlo però un sacco di altre capitali europee: è dopo il tramonto, invece, che Budapest diventa magica, con i suoi ponti e palazzi illuminati. Risplende letteralmente. E’ impossibile non amarla.

Buddha-Bar Hotel Budapest Klotild Palace (lussuosissimo hotel a 5 stelle!)

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Castello di Buda

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Erzsébet hid (Ponte Elisabetta)

Dopo una cena piuttosto soddisfacente da Sorforras Etterem es Rendenzvenyterem ed una passeggiata notturna, decidiamo di tornare presto in hotel e di riposarci un po’, in modo da essere pronti e scattanti l’indomani, per il nostro primo, vero ed intero giorno a Budapest!

PS: non so per quale motivo, la risoluzione delle foto sul blog sta avendo dei problemi. Per poterle vedere in una qualità migliore, semplicemente cliccateci sopra!

Mrs. C.

Budapest, diario di viaggio. Consigli iniziali

Premessa: questo è il primo di una serie di post che narrano dei viaggi miei e di Mr. P. “Blog con vista” è nato come spazio in cui condividere tutto ciò che amiamo, e viaggiare è una parte fondamentale della nostra vita, sebbene ciò non avvenga spessissimo e nonostante sia difficile poi per me scrivere qualcosa a riguardo, andare a ripescare diari, appunti, mappe, scontrini, itinerari etc. Ci tengo però tantissimo, perchè in post del genere posso unire svago ed utilità, racconti e fotografie. Questo primo diario di viaggio è giunto con un anno di ritardo, per cui qualcosa sarà senz’altro cambiato nel corso del tempo, ma sono sicura che Budapest sia ancora la capitale dell’Ungheria e che, bene o male, le cose che abbiamo fatto potrete ancora farle anche voi 😉 Spero di riuscire a darvi qualche spunto, nonostante il ritardo: magari non andrete in questa splendida città quest’estate, ma potrete godervela durante una qualsiasi altra stagione dell’anno! Buona lettura!

Budapest ci è venuta in mente durante un pomeriggio di giugno, lo scorso anno. Volevamo trascorrere le nostre vacanze estive in una capitale europea ma, complici il lavoro di Mr. P. ed miei esami universitari, non eravamo riusciti a decidere la nostra meta con un grande anticipo. Durante quel pomeriggio, però, ci è balenata l’idea di quella città che da molti è descritta come “la Parigi dell’Est“, affascinante e romantica ma allo stesso tempo piena di cultura. Siccome Mr.P. ha girato mezza Europa, dovevamo trovare un luogo che nessuno dei due aveva mai visitato, e, grazie anche ai prezzi relativamente bassi, abbiamo quindi optato per la capitale dell’Ungheria.

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Poco sapevamo della città, perciò ci siamo subito fiondati a fare qualche ricerca su Internet e a comprare una guida turistica, la fedelissima Lonely Planet -che abbiamo scoperto comunque avere qualche falla, con mio grande dispiacere. Abbiamo prenotato quindi aereo ed hotel per un mese dopo, all’incirca: partenza mercoledì 22 luglio dall’aeroporto di Bergamo Orio Al Serio (purtroppo i voli Ryanair per questa meta non partivano nè da Torino, la nostra città, nè da Milano), e ritorno fissato per una settimana esatta dopo, mercoledì 29 luglio. Gli orari dei voli sono stati un po’ infelici, ma non troppo: l’andata ci ha permesso di giungere a Budapest nel tardo pomeriggio, e quindi di goderci subito una splendida serata in città, il ritorno invece ha preso tutto il nostro ultimo giorno, perchè la partenza era fissata per le 12.20, quindi, tra il ritiro dei bagagli ed il raggiungimento dell’aeroporto, non siamo più riusciti a far nulla. Abbiamo comunque visto di peggio, quindi non mi lamento troppo. Per quanto riguarda il costo, invece, siamo stati decisamente fortunati: 31,60 € l’andata, e soli 17,99 € il ritorno! Un volo veramente low cost! A questa somma, ovviamente, è stata aggiunta quella dell’unico bagaglio da stiva -15 kg per 25 €, raddoppiato per il ritorno. La cifra, comunque, guardando altri voli per differenti destinazioni, è rimasta lo stesso piuttosto conveniente!

Il fato benevolo ci segue anche per quanto riguarda la scelta dell’hotel: nè io nè Mr. P. abbiamo grandi pretese a riguardo, basta avere una camera relativamente pulita in cui dormire, se poi è piccola ed in una struttura non iper-moderna-super-chic non importa assolutamente. L’unica cosa su cui non transigiamo -per viaggi come questo, insomma, se poi andiamo in campeggio ci adattiamo, naturalmente!- è il bagno privato. Decidiamo quindi di puntare sull’Hotel “Bara Junior”: un due stelle con colazione compresa che pare essere non troppo distante dal centro e che, per sette notti ci viene a costare 164 € a testa. La vera fortuna l’abbiamo avuta una volta giunti all’hotel, però, in quanto non erano più disponibili stanze nella struttura in cui avevamo prenotato e ci hanno quindi mandati (senza costi aggiuntivi!) nell’hotel affiliato, il “Bara”, che -nonostante il nome inquietante- aveva una stella in più ed una stanza niente male. Per giungere all’aeroporto, infine, abbiamo dovuto prendere tutta una serie di mezzi di trasporto che non potevamo evitare, abitando noi in provincia: giunti fino a Torino, abbiamo preso un Freccia Rossa fino alla stazione di Milano Centrale (15 € a testa), una navetta che ci portasse ad Orio al Serio (8 € per A/R), ed idem al ritorno (con la variante di un Freccia Bianca a 9 € per persona).

Facendo i conti finali, quindi, 270 € per volo, trasporti ed hotel (a testa, naturalmente), ci pare una cifra veramente conveniente, rispetto ad altri viaggi che abbiamo fatto. Ne siamo contenti, e non vediamo l’ora di fare un programma che ci permetta di non perdere troppo tempo e di vedere tutto quello che vogliamo. So che viaggiare significa anche vivere il luogo in cui ci si trova, ed infatti siamo riusciti a farlo: ma quando vado in un posto nuovo, sono piena d’entusiasmo (Mr. P. forse ancora più di me!) e non riesco ad accettare il fatto di perdermi qualcosa. D’altronde, per viaggiare non basta una vita, e quindi, finchè il mio fisico me lo permette, cammino e cammino e cammino ed esploro tutto l’esplorabile. Durante questa bellissima -ma ardua!- settimana ho tenuto un diario di viaggio, e mi piacerebbe poter condividere qui tutti i consigli e le emozioni provate. Personalmente, seguo tantissimi blog che parlano di viaggi e di gite fuori porta o simili, perchè scopro sempre qualcosa di nuovo, mi perdo nei racconti (anche questo è viaggiare, con la fantasia) e, infine, penso che siano utilissimi per potersi orientare nelle proprie vacanze.

Nella prossima puntata, quindi, inizierà il viaggio vero e proprio.

Allacciate le cinture!

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Mrs. C.

Dicembre a Torino: le Luci d’Artista

Immaginate un freddo pomeriggio dicembrino. Sono le cinque, le cinque e mezza forse, e vi state gustando una cioccolata calda con panna, assolutamente meritata, in un bar del centro. E’ ormai da un po’ troppo tempo che siete lì dentro, e decidete quindi di uscire di nuovo ed affrontare il gelo che sempre più sta avanzando. Magari non siete soli, con voi c’è un’amica o, ancora meglio, una persona un po’ più speciale. Pagate il conto, afferrate il cappotto, lo indossate lentamente, pronti ad immergervi tra i passanti che, frettolosi ed infreddoliti, raggiungono le loro mete, qualsiasi esse siano. Guardate a destra, a sinistra, poi in alto. E lì fermate il vostro sguardo. Immaginate di essere a Torino: in questo caso i vostri occhi avrebbero sicuramente indugiato su quelle che ormai, da tradizione, sono chiamate Luci d’Artista.

Le Luci d’Artista sono una famosa manifestazione culturale che si tiene nel capoluogo di provincia piemontese dal 1998: numerose luminarie, vere e proprie opere d’arte, rendono il centro città – ma anche qualche via un po’ più fuori mano!  – un luogo speciale e pieno di fascino. Le Luci sono  installazioni che non possono passare inosservate, neanche a chi non ama esageratamente il Natale e l’atmosfera che esso crea. Queste opere infatti (nel 2015 siamo giunti alla 18esima edizione, con ben 25 luci) non si attengono strettamente al tema natalizio, ma racchiudono in sè una varietà di soggetti e messaggi davvero disarmante. Anche i “Grinch” della situazione potranno quindi lasciarsi guidare dalla loro bellezza e cogliere l’occasione per una passeggiata serale che diventa un vero e proprio gioco, una sorta di nascondino in cui si devono scovare le molteplici opere in questo museo a cielo aperto che è Torino.

Non è la prima volta che io e Mr. P. ammiriamo le varie installazioni, ma siccome ogni anno non solo sono situate in luoghi differenti della città, cambiando quindi posizione, ma aumentano anche di numero, abbiamo deciso di comune accordo di perderci ancora una volta per le vie e le piazze torinesi, e di portarvi con noi.

Abbiamo iniziato il nostro giro dalla meravigliosa Piazza Vittorio Veneto: forse non tutti sanno che è una delle piazze più grandi d’Europa. Abbiamo quindi attraversato il Ponte Vittorio Emanuele I, direzione Monte dei Cappuccini. Prima, però, non abbiamo potuto fare a meno di fermarci a rimirare non solo Piazza Vittorio, ma anche la chiesa “simbolo” della città: la Gran Madre.

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Terminato il momento d’estasi che questo luogo ci provoca sempre, ci siamo incamminati verso una delle zone un po’ più lontane dal centro in cui poter ammirare le luci. Si tratta di un’installazione posta sulla sommità di una vera e propria collina, il Monte dei Cappuccini. Sfidando il buio – la strada non è granchè illuminata –, la pendenza, il freddo e le nostre ben scarse abilità fisiche, siamo giunti in cima e, lo ammettiamo, lo spettacolo a cui ci siamo trovati di fronte ha ripagato tutta la nostra fatica. Le luminarie sono veramente suggestive ed il piazzale davanti alla Chiesa di Santa Maria al Monte permette di godere di un panorama della città dall’alto. E’ stato un po’ un peccato a causa della nebbia che ricopriva tutto, ma nonostante questo abbiamo trascorso una bella mezz’ora con occhi e bocche spalancati.

"Piccoli spiriti blu" di Rebecca Horn.

Piccoli spiriti blu” di Rebecca Horn.

Una Torino illuminata e nebbiosa vista dal Monte dei Cappuccini.

Una Torino illuminata e nebbiosa vista dal Monte dei Cappuccini.

Chiesa di Santa Maria al Monte. Accanto un convento di frati cappuccini ed il Museo Nazionale della Montagna.

Chiesa di Santa Maria al Monte.
Accanto un convento di frati cappuccini ed il Museo Nazionale della Montagna.

Dopo essere scesi dalla collina, abbiamo ri-attraversato il fiume e Piazza Vittorio, fiondandoci nella centralissima Via Po, dove ci attendevano pianeti, lune, stelle dorate, ed un acrobata a governare il tutto.

"Palomar" di Giulio Paolini.

Palomar” di Giulio Paolini.

In una traversa di Via Po, precisamente Via Montebello (che, per chi non lo sapesse, è anche la via in cui si trova la Mole Antonelliana!), abbiamo assistito ad una nuova opera, presa in prestito da Salerno. Questa città, infatti, a seguito della popolarità acquisita dall’iniziativa torinese, a partire dal 2006 ha cominciato a proporre una propria edizione delle Luci d’Artista!

"Mosaico" di Enrica Borghi.

Mosaico” di Enrica Borghi.

Proseguendo sempre per Via Po, in direzione Piazza Castello, abbiamo imboccato una delle vie principali della città: Via Carlo Alberto, illuminata da una serie di palle blu e bianche – probabilmente formate da bottiglie di plastica, ma non ne sono sicurissima. Nell’omonima piazza si trova anche “Cultura = Capitale“, di Alfredo Jaar, opera che, sinceramente, non mi ha mai colpito granchè e a cui non ho mai trovato un senso.

"Palle di neve" di Enrica Borghi.

Palle di neve” di Enrica Borghi.

Dopo aver percorso questa strada quasi fino alla fine siamo sbucati in Piazza Bodoni: una frase dai mille significati sottesi incornicia l’intera piazzetta, lasciandoci a riflettere sulle sfumature dell’amore.

"L'amore non fa rumore" di Domenico Luca Pannoli.

L’amore non fa rumore” di Domenico Luca Pannoli.

La via più chic ed elegante di Torino, Via Lagrange, ospita invece una serie di alberi di Natale illuminati che non abbiamo mai capito se sono davvero abeti o “vele”, come dice invece il nome dell’opera.

"Vele di Natale" di Vasco Are.

Vele di Natale” di Vasco Are.

La seconda via più “fashionista” e costosa di Torino, invece, Via Roma, è rischiarata da una serie di costellazioni di colore blu ed oro.

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"Planetario" di Carmelo Giammello.

Planetario” di Carmelo Giammello.

Ed ecco che, super infreddoliti e ormai prossimi all’ibernazione, giungiamo in una delle piazze che amo di più di Torino, e proprio qui c’incantiamo, deliziati. L’atmosfera è davvero magica ed intima, non saprei come altro descriverla. Le foto di sicuro non rendono, proprio per questo motivo v’invito ad andare a vedere con i vostri occhi quanto è bella Piazza San Carlo illuminata in questo modo.

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"Regno dei fiori: nido cosmico di tutte le anime" di Nicola De Maria.

Regno dei fiori: nido cosmico di tutte le anime” di Nicola De Maria.

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Insieme alla prossima installazione, che abbiamo faticato non poco a trovare in quanto nascosta in un cortile interno, e ai Piccoli Spiriti Blu del Monte dei Cappuccini, sono le Luci d’Artista che più mi hanno emozionata. Sembra sciocco, ma è così. Si parla pur sempre d’arte.

In Via Alfieri 6, nel Palazzo Valperga Galleani (che abbiamo scoperto essere stato la Storica Sede del Grande Torino dal 1929 al 1962), un altro spettacolo ci ha lasciato senza fiato. Un particolarissimo giardino verticale, un albero illuminato che cambiava colore ogni momento, e, ad un tratto, il cortile stesso si è tinto d’azzurro. Bellissimo.

"Giardino verticale, Giardino Barocco, Come se a Torino ci fosse il mare e La maschera" di Richi Ferrero.

Giardino verticale, Giardino Barocco, Come se a Torino ci fosse il mare e La maschera” di Richi Ferrero.

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C'è stato un "Ooooh" generale!

C’è stato un “Ooooh” generale!

Ormai si è fatta sera inoltrata; abbiamo deciso quindi di fermarci per cenare velocemente, e, malgrado alla fine non siamo riusciti a vedere tutte le Luci, direi che comunque, nonostante un freddo agghiacciante, siamo stati in grado di avvistarne un buon 80%. Dopo un momento di pausa, quindi, ci siamo avviati verso Via Pietro Micca, ad osservare una serie di uccelli geometrici un po’ inquietanti.

"Volo su..." di Francesco Casorati.

Volo su…” di Francesco Casorati.

In una traversa di Via Pietro Micca  (Via San Francesco d’Assisi) abbiamo scovato la seconda ed ultima opera presa in prestito dal comune di Salerno: a mio parere migliore rispetto alla precedente!

"Il mito" di Nello Ferrigno.

Il mito” di Nello Ferrigno.

Sono decisamente segni zodiacali!

Sono decisamente segni zodiacali!

Giungiamo infine in Piazza Castello, il cuore della città di Torino. Inutile dirlo, illuminata è stupenda. L’albero di Natale, come ogni anno, è un po’ tamarro, ma noi lo accettiamo lo stesso! 🙂

Piazza Castello ed il suo albero. Sulla destra c'è anche un maxi calendario dell'avvento/presepe.

Piazza Castello ed il suo albero.
Sulla destra c’è anche un maxi calendario dell’avvento/presepe.

Solo più tre Luci ci aspettano. Due le conosciamo già: la prima è una storia che si snoda lungo tutta Via Garibaldi, la seconda un fanciullo (o tanti fanciulli?) che s’illumina ad intermittenza in Via Accademia delle Scienze.

"Luì e l'arte di andare nel bosco" di Luidi Mainolfi.

Luì e l’arte di andare nel bosco” di Luidi Mainolfi.

"Ancora una volta" di Valerio Berruti.

Ancora una volta” di Valerio Berruti.

Ultima, ma non certo meno importante – anche perchè è la vera e propria novità di questa edizione 2015 – un’opera che ha anche un significato sociale, in quanto fa riferimento alle grandi migrazioni animali causate dal riscaldamento globale. La troviamo nell’affascinante Galleria Subalpina.

"Migrazione" di Piero Gilardi.

Migrazione” di Piero Gilardi.

La nostra lunghissima giornata è finita. Siamo stanchi, infreddoliti, ed io non mi sento più le mani dal continuo fotografare. Ma siamo stati ripagati grazie alla magia di Torino e delle sue Luci, e questo, sinceramente, ci basta.

Le Luci d’Artista sono cominciate il 31 ottobre e finiranno il 10 gennaio. Fossi in voi non me le farei scappare!

PS: per vedere le foto in una risoluzione migliore cliccarci sopra.

 Mrs. C.

Dicembre a Torino: il Parco del Valentino e le vetrine del centro

Torino è una città meravigliosa: il centro non è piccolo ma nemmeno troppo grande, è piena di vita senza essere caotica ed ha una soluzione per ogni esigenza. Volete rilassarvi? Ecco il Parco del Valentino – uno dei più famosi per i torinesi, anche se non è certamente l’unico. Preferite passare un pomeriggio all’insegna della cultura? C’è l’imbarazzo della scelta: conosciutissimi il Museo Egizio (considerato il più importante del mondo dopo quello del Cairo), il Museo del Cinema (sito nella Mole Antonelliana, il simbolo della città), il MAO (Museo d’Arte Orientale), la GAM (Galleria d’Arte Moderna), e chi più ne ha più ne metta. Desiderate investire il vostro tempo (ed il vostro denaro!) nello shopping più sfrenato? I negozi dell’elegante Via Roma sapranno di certo conquistarvi.

E’ però nella stagione autunnale/invernale che questa città sprigiona maggiormente il suo fascino: oltre ad essere particolarmente piena d’iniziative nel mese di novembre (basti pensare a CioccolaTò e al Torino Film Festival, per fare un esempio, ma gli eventi sono tantissimi), verso l’avvicinarsi del Natale si trasforma completamente e si veste di luci e colori spettacolari grazie ad una tradizione risalente ormai al 1998: le Luci d’Artista sono una mostra d’arte contemporanea open space, che fa parte del progetto Contemporary Art Torino. Le principali vie e piazze del centro (ma non solo!) vengono illuminate da una serie di luci che sono vere e proprie opere d’arte. Torino diventa così una città magica: ad ogni passo si scopre un’installazione nuova, ed il pomeriggio (o la sera) diventano quindi una grande caccia al tesoro all’aperto.

E’ proprio per questo motivo che io e Mr. P. abbiamo deciso di trascorrere un sabato autunnale – anche se le temperature erano decisamente invernali, devo dire! – in questo modo, a catturare la bellezza dell’arte, a farci sorprendere dai giochi di luce e dai messaggi velati che le numerose opere desideravano trasmetterci. Siccome è uno spettacolo bellissimo e non tutti potranno goderne, abbiamo quindi pensato di trasformare la nostra lunga passeggiata in un post sul blog, sia per far conoscere Torino e la sua bellezza a chi non ci è ancora stato, sia per invitarvi ad andarci al più presto: l’edizione 2015 delle Luci durerà infatti fino al 10 gennaio 2016!

Prima di avventurarci per le vie illuminate, però, vogliamo mostrarvi com’è Torino ad inizio dicembre: le Luci d’Artista sono senz’altro un “must have” per chi non le ha mai viste, ma non è l’unica cosa che rende questa città così speciale. Gli ultimi colori accesi dell’autunno al Valentino, le vetrine del centro addobbate ed agghindate per Natale, le caldarroste ed il vin brulè nel bel mezzo del Borgo Medioevale…

Cominciamo con una Torino pseudo deserta, nonostante sia sabato. Questo è uno dei lati più belli della città: che sia mattina, pomeriggio inoltrato o sera tarda, si troverà sempre una stradina tranquilla in cui passeggiare, senza venir soffocati dalla folla che a volte si riversa nelle vie principali del centro.

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La nostra passeggiata prosegue per il Parco del Valentino, uno degli spazi verdi più conosciuti e grandi della città. A questo indirizzo potete trovare un’utile mappa per non perdervi. In autunno i colori sono meravigliosi, e si possono avvistare anche un discreto numero di scoiattoli sfuggenti (facciamo un baffo ai parchi londinesi!). Il Valentino si estende lungo la riva sinistra del fiume Po, ed è un intrico di viali, piste ciclabili, giardini rocciosi, ruscelli, piccole fontane e palazzi bellissimi.

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All’interno del Parco si può ammirare anche il Borgo Medievale che, come dice il nome stesso, è appunto un borgo cinto da mura in cui si trovano, su un’unica via centrale tutta a zig-zag, case, piazzette, una chiesa, la Rocca e numerose botteghe artigianali. E’ tutta, però, una grandissima finzione! Perchè in realtà il borgo è solamente una riproduzione di ben 8.850 mq di un borgo tardo medievale: esso fu infatti costruito soltanto tra il 1882 ed il 1884, come padiglione dell’Esposizione generale italiana artistica e industriale, svoltasi a Torino nel 1884. Originariamente era destinato allo smantellamento ma la città decise di acquistarlo e, dal 2006, esso fa parte della Fondazione Torino Musei.

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La Rocca riprende le fattezze di numerosi castelli piemontesi e valdostani: le sue stanze sono visitabili. Mentre il Borgo è ad ingresso libero, la Rocca ed il giardino sono invece a pagamento (a questo link troverete i prezzi). Il primo martedì del mese, però, Torino mette a disposizione di tutti l’arte e la cultura e quindi il castello – come molti altri musei della città – è visitabile gratuitamente.

A dicembre le vie del Borgo sono inoltre rallegrate dalle sagome dipinte sul legno dell’artista genovese Emanuele Luzzati, installazioni che andranno poi a formare, nella Piazza del Melograno, un vero e proprio Presepe natalizio.

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Per concludere, ecco un altro paio di foto che vi faranno senz’altro venire voglia di immergervi nei viali del parco: probabilmente – anzi, sicuramente! – sono di parte, ma camminare per il Valentino mi da veramente una sensazione di pace incredibile. In primavera si riempie di coppie che vanno a fare romantici picnic sui prati o di solitari lettori, d’estate ci si ritrova per fare due tiri a calcio o a volley, d’autunno gli alberi diventano “color tramonto” e d’inverno, molto spesso, tutto si ricopre di una patina bianca ed i bambini si divertono a giocare con la neve. Sì, ok, probabilmente penserete che questo è ciò che succede un po’ in ogni parco, a seconda della stagione, ma siccome io sono affezionata al Valentino, un po’ come lo sono tutti i torinesi, v’invito a venire di persona ad accorgervi se l’autunno non è più bello, qui!

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 Ultime, ma non meno importanti, alcune delle vetrine torinesi più carine (e, in un caso, succulente!) che abbiamo incontrato durante il nostro pomeriggio.

Caffetteria Gilda, Via Po 37. Non l'abbiamo ancora provata, ma sia la vetrina delle torte che quella dei donut sembravano talmente invitanti che presto ci faremo una capatina!

Caffetteria Gilda, Via Po 37.
Non l’abbiamo ancora provata, ma sia la vetrina delle torte che quella dei donuts sembravano talmente invitanti che presto ci faremo una capatina!

Albero super chic di non so più quale negozio in Piazza Bodoni. Notare, tra le varie decorazioni a forma di renna e cavallo (?), quelle dei teschi e degli uccellini in gabbia.

Albero super chic di non so più quale negozio in Piazza Bodoni.
Notare, tra le varie decorazioni a forma di renna e cavallo (?), quelle dei teschi e degli uccellini in gabbia.

Vetrina della Galleria d'arte Fratelli Fogliato in via Giuseppe Mazzini 9.

Vetrina della Galleria d’arte Fratelli Fogliato in via Giuseppe Mazzini 9.

Noberasco, Via Antonio Gramsci 12. Cosa non darei per provare i centinaia di tipi di frutta secca che hanno in negozio...

Noberasco, Via Antonio Gramsci 12.
Cosa non darei per provare i centinaia di tipi di frutta secca che hanno in negozio…

Albero di Natale un po' kitsch con orsetti polari, scoiattoli e... chihuahua.

Albero di Natale un po’ kitsch con orsetti polari, scoiattoli e… chihuahua.

Un giro nella sublime Galleria Subalpina dovete farlo anche solo per vedere vetrine come questa!

Un giro nella sublime Galleria Subalpina dovete farlo anche solo per vedere vetrine come questa!

La prima parte del nostro pomeriggio si conclude qui, speriamo di avervi fatto venire voglia di avventurarvi per Torino, e vi lasciamo una piccola anticipazione sul prossimo post, che si concentrerà esclusivamente sulle bellissime Luci d’Artista!

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Mrs. C.