Jade Sharma – Problems: stupefacenti complicazioni

Titolo: Problems. Stupefacenti complicazioni

Autore: Jade Sharma

Editore: Pidgin Edizioni

Anno: 2019

Pagine: 230

Prezzo: € 14,00

“A volte sentivo come se ci fosse qualcosa di nero al di sotto di tutto. Come un dipinto di Rothko, come se la nerezza sanguinasse attraverso le cose. Come se sentissi che ogni cosa non portasse a niente, e non potevo farci nulla. Giorni e giorni di solitudine e intorpidimento e a scopare estranei e a ricevere i soldi e a sprecarli tutti, per sapere che dopo un giorno o giù di lì ne avrei avuti molti altri. Sarebbe andato avanti così finché non mi fossero caduti i denti, finché non avrei avuto neanche la forza di tirarmene fuori. Niente figli, niente famiglia, io da sola a eccezione del terrore crescente che i miei sogni non siano riposti nel futuro ma da qualche parte alle mie spalle.”

Non so se il paragone sia pienamente calzante ma dopo appena poche pagine di “Problems: stupefacenti complicazioni”, ho avuto la sensazione di trovarmi di fronte a una sorta di Charles Bukowski al femminile aggiornato ai nostri tempi. Un paragone che però non deve fuorviare perché Jade Sharma è assolutamente originale e piena di carisma e non ha bisogno di scimmiottare il buon Charles. Quello che mi ha ricordato l’autore statunitense è quel mix esplosivo di esilarante oscenità alternata a momenti di arguta riflessione. Una combinazione letale che incolla il lettore alle pagine e provoca dipendenza.

Protagonista indiscussa di “Problems” è Maya, donna complicata dall’alquanto discutibile stile di vita. Maya è un personaggio scomodo, dipinto alla perfezione a 360°. Uno di quei personaggi che ti entrano dentro e a cui è impossibile restare indifferenti. Durante la lettura sono passato alternativamente dal desiderio di abbracciarla come faresti con un vecchio amico a cui continui a voler bene nonostante tutto a una voglia irrefrenabile di darle un bel calcio nel culo. Maya è così: un personaggio autentico, senza mezzi termini e umano all’ennesima potenza. La sua vita si alterna tra velleità da scrittrice, una tesi perennemente in fase di stesura, un matrimonio in cui si sente soffocare e un amante più anziano in cui ricerca illusoriamente il vero amore. Il tutto condito da una doppia dipendenza: dalle droghe e dal sesso. Senza dimenticare l’avversione/attrazione verso il cibo (vedi alla voce: bulimia).
Narrato in una irriverente prima persona, “Problemsè un’immersione senza salvagente nella psicologia autodistruttiva di Maya. Una discesa in un vortice impetuoso, dove gli appigli che conducono a un’esistenza cosiddetta “normale” si fanno sempre più rari, mentre la vita di Maya scivola via ogni giorno più velocemente, prossima al collasso. E a nulla serve Peter, marito sì alcolizzato, ma che la ama di un amore autentico, forse unico vero baricentro in grado di dare una parvenza di equilibrio alla realtà fuori dagli schemi in cui vive Maya. Così come a nulla serve Ogden, l’anziano amante a cui la protagonista chiede invece con tutta se stessa di essere amata per quello che è, senza riserve e senza inibizioni. Una preghiera che resterà inascoltata.
Personaggi dalle mille sfaccettature, che ruotano tutti intorno alla narratrice, in un caleidoscopio di umanità che, nel suo piccolo, riflette alla perfezione le contraddizioni della società moderna. Ritroviamo così le difficoltà nel trovare un lavoro e nel riuscire a tenerselo stretto, per non parlare di un impiego che faccia sentire realizzati: pura utopia. La mercificazione del corpo, in un mondo dove ormai il sesso è diventato soltanto trasgressione e violazione. E ancora la violenza, fisica o psicologica, che sfocia nel razzismo e mette in luce una moralità che ormai è un vetro opaco oltre cui non si scorge più nulla. Infine la dipendenza, qui sviscerata in più declinazioni, che porta l’esistenza di chi ne è affetto a un circolo vizioso senza inizio e né fine, dove ciò che conta è soltanto la prossima busta di eroina o la prossima bottiglia di liquore. E non basta la volontà di ripulirsi e disintossicarsi: il percorso di riabilitazione di Maya e di chi le sta intorno viene trattato con caustica ironia, tra promesse di redenzione sempre rimandate al giorno dopo e crisi di astinenza il cui risultato fallimentare è già stato scritto.

Problems: stupefacenti complicazioni” è un romanzo che fa della crudezza e della derisione i suoi punti di forza, regalando attimi di sagace indagine all’interno di noi stessi, che instillano nel lettore dubbi e domande scomodi ma necessari. Un esordio potente, che arriva dritto allo stomaco e al cuore, assestando colpi precisi e dolorosi. Lasciandoci a fine lettura a leccarci le ferite, storditi ma più consapevoli.

Voto: 4/5

Mr. P.

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