Pablo Palacio – Un uomo ucciso a calci

Titolo: Un uomo ucciso a calci

Autore: Pablo Palacio

Editore: Edizione Arcoiris

Anno: 2018

Pagine: 96

Prezzo: € 10,00

“Si deve attendere. La vita è una paralisi dell’attesa. Guardiamo sempre dalla finestra speranzosi che arrivi il bel tempo. Aspettiamo che ci cadano addosso soluzioni dal tempo stesso. Seduti in poltrona, contempliamo il cinematografo dei fatti che ci accadono. Guardiamo verso l’alto per trovare il lucernario da cui uscire, pallidi e confusi, ed essere spettatori del nostro stupefacente dramma, se è possibile, se la vita lo permette.”

Tra i più grandi scrittori ecuadoriani del Novecento, Pablo Palacio approda anche in Italia con la raccolta di racconti “Un uomo ucciso a calci“, all’interno della collana “Gli eccentrici” di Edizioni Arcoiris, che prosegue nel suo attento lavoro di riscoperta della letteratura sudamericana. Già dall’eloquente titolo e dalla bellissima copertina, comprendiamo che i racconti di Palacio sono cinici, spietati e senza scrupoli. Leggendo però le nove storie che compongono l’opera, ritroviamo anche uno squisito senso del grottesco e della satira, che fa degli scritti dell’autore ecuadoriano qualcosa di assolutamente anomalo.

La maggior parte dei personaggi che popolano il mondo letterario di Palacio sono degli outsider, quasi dei reietti, distanti dalla realtà che li circonda e dalla razionalità che li vorrebbe degli individui comuni. L’esempio che calza a pennello è la donna bicefala di “La doppia e unica donna“, interprete di un conflitto interiore che si estende al mondo intero. Se da una parte infatti la protagonista si considera un’unica persona e non sopporta il fatto che gli altri la considerino un doppio individuo con due personalità ben distinte, dall’altra, nel suo intimo, la donna è felice di essere diversa da tutti e vede la propria maledizione rovesciarsi in un’accezione positiva. Altro personaggio riuscitissimo, è l’antropofago protagonista dell’omonimo racconto, in cui gli istinti brutali e primordiali si tramutano in un desiderio impossibile da dominare, trasformando l’uomo in un folle emarginato. Il racconto che dà il titolo alla raccolta è poi un esempio feroce ed esilarante nello stesso tempo di ricostruzione di un crimine, in cui la presunta distanza dall’ordinarietà e le tensioni psichiche che attraversano la mente di un uomo, sono soltanto immaginate dal narratore, a sua volta ossessionato dal delitto perpetrato e vittima lui stesso della stessa psicologia contorta.
Palacio non si fa però mancare anche una breve incursione nel fantastico (“Stregonerie“), una scheggia letteraria a sfondo sociale (“La storiella“) e l’enigmatico e dai contorni onirici “Luce laterale“, forse il racconto che mi ha incuriosito maggiormente, proprio per il senso di indefinito e di indecifrabilità che lo permea. Una storia dalle sfumature quasi gotiche, che mi ha ricordato un Edgar Allan Poe iniettato di follia.
Purtroppo qualche altra storia mi è sembrata troppo poco sviluppata, con finali che, a mio avviso, non hanno reso piena giustizia a delle trame che avrebbero meritato maggiori respiro. Ma forse questo era proprio l’intento di Palacio: piccoli resoconti di insensatezza quotidiana, che ci allontanano ancora di più da una logica dell’esistenza.

Un uomo ucciso a calci” è una raccolta sperimentale, che genera nel lettore un misto di fascino e repulsione. Satira e violenza si mischiano per dare vita a storie originali, che aggiungono un importante tassello al mondo letterario sudamericano esportato nel nostro Paese. Chissà se in futuro riusciremo a leggere altro di Pablo Palacio: dopo questi nove racconti, la curiosità non manca.

Voto: 3,5/5

Mr. P.

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