Babak Lakghomi – Quaderni sull’acqua

Titolo: Quaderni sull’acqua

Autore: Babak Lakghomi

Editore: Pidgin Edizioni

Anno: 2018

Pagine: 108

Prezzo: € 12,00

“Le vene sotto la tua pelle: le strade sulla mia cartina. Se le seguirai, non ti perderai, mi hai detto.”

A metà strada tra noir e racconto psicologico, ma dotato di una profonda carica sperimentale che lo distingue da entrambi, “Quaderni sull’acqua” è un romanzo breve di non facile definizione. L’iraniano Babak Lakghomi sembra quasi voler mettere da parte la trama e l’intreccio dei fatti narrati, a favore di un viaggio psichedelico e vorticante nei pensieri del narratore. Se l’intenzione dell’autore era quella di straniare il lettore e lasciargli addosso un’appiccicosa sensazione di inquietudine e dubbio, l’obiettivo è stato centrato in pieno. Dopo aver chiuso l’ultima pagina del libro, una sottile e angosciosa incertezza è esattamente quello che ho provato.

Protagonista di “Quaderni sull’acqua” è uomo che non ci rivela mai il suo vero nome ma che si fa chiamare da chiunque incontri con un laconico “Bob”. Quasi a simboleggiare una violenta rottura con il proprio passato e l’inizio di una nuova vita, che però si rivela essere un incubo paranoico in cui una rinascita purificatrice dalle proprie ceneri viene preclusa. Bob infatti è ossessionato da un manipolo di uomini in nero che sembrano controllare ogni suo movimento. Ossessione che pare un retaggio della sua vecchia vita, in cui Bob era marito e padre di famiglia. Ma quella sua parte dell’esistenza è ormai lontana anni luce: espatriato in terra straniera, Bob vive in una squallida camera in affitto, di fianco a un enigmatico francese colpevole di rubargli i viveri. Unico suo contatto intimo e reale con il mondo al di fuori dell’alienante esistenza in cui è confinato, è Lily, una ragazza conosciuta per caso ma che potrebbe diventare per il protagonista l’unica ancora in grado di non farlo sprofondare ancora più a fondo nella sua confusione mentale. Le vite di Bob e Lily vengono scomposte e ricomposte come piccoli pezzi di puzzle che faticano a incastrarsi, tra ricordi sfocati, pensieri sconclusionati e frammenti di frasi scritte su misteriosi quaderni. Ed è inevitabile per il lettore interrogarsi su quanto ci sia di autentico nelle ricostruzioni di queste due esistenze e quanto frutto della mente instabile del narratore. Bob è realmente inseguito da qualcuno? Il suo bizzarro vicino nasconde davvero qualcosa di losco? Quanto pesano le paranoie e le ansie di Bob nell’intera vicenda? Domande che emergono man mano che ci addentriamo negli intricati labirinti della mente del protagonista. Domande che fluttuano sinuose e spietate sulla superficie della realtà, come i quaderni che galleggiano indecifrabili nella stupenda illustrazione di copertina. Lakghomi sembra suggerirci che il nucleo fondamentale della narrazione sia in realtà quanto non ci viene raccontato. Come se fosse compito del lettore srotolare la matassa ingarbugliata della mente sofferente di Bob, a partire dagli indizi che ci lascia proprio il protagonista.

Quaderni sull’acqua” racchiude in appena un centinaio di pagine un racconto che avrebbe meritato un ben più ampio sviluppo. Ma dopo il primo, alienante impatto, ci accorgiamo che la forza del romanzo di Lakghomi è insita proprio nella brevità e nel non detto, che diventa quasi più importante dei fatti riportati, lanciando un’avvincente sfida al lettore. Sfida che, se accettata con la giusta dose di curiosità, può regalare non poche soddisfazioni.

Voto: 4/5

Mr. P.

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