Dario Pontuale – Certi ricordi non tornano

Titolo: Certi ricordi non tornano

Autore: Dario Pontuale

Editore: CartaCanta

Anno: 2018

Pagine: 142

Prezzo: € 13,00

“A una certa età la vita assomiglia a una caserma dove i soldati caduti non vengono sostituiti e dove restano soltanto le divise negli armadietti.”

“In psicologia è la capacità di far fronte in maniera positiva agli eventi traumatici.” Quella che avete appena letto è una delle definizioni che Wikipedia dà della parola “resilienza“, concetto cardine attorno a cui ruota “Certi ricordi non tornano“, l’ultima opera di Dario Pontuale. Romanziere, saggista, curatore di classici, Pontuale torna alla narrativa dopo alcuni lavori che oserei quasi definire manualistici (ma pur sempre legati al mondo della letteratura), e lo fa con un romanzo tanto breve quanto intenso e che non ha nulla da invidiare alla sua ottima produzione precedente.
Dicevamo, la resilienza: un termine che forse non tutti conoscono ma il cui significato ognuno di noi ha sperimentato almeno una volta nella vita. A tale proposito, calza a pennello la suggestiva immagine con cui si apre la narrazione: un’onda si abbatte su di una barca, l’uomo che vi è sopra cade in mare ma riesce a risalire, salvandosi dalla furia delle acque. Ecco l’esempio perfetto di resilienza. E chi deve resistere senza piegarsi alle intemperie è senza ombra di dubbio Michele, il protagonista di “Certi ricordi non tornano“.

Tutto comincia nel Barrio, quartiere in cui Michele è nato ed è sempre vissuto, quartiere che custodisce tutti i ricordi a cui è più legato il narratore, anche quelli che non tornano. E proprio attraverso i ricordi si dipana sapientemente la storia raccontata da Pontuale, giocando con i flashback e sviluppando ogni capitolo come un preciso momento della vita del protagonista. Ma una costante dai contorni rassicuranti è sempre presente, figura concreta o “fantasma” che si insinua sottopelle: l’amico di una vita, diventato quasi un mentore, Alfiero Barracano.
Michele conosce Alfiero durante un bravata commessa da ragazzo e da allora i cammini dei due uomini procedono all’unisono, a volte incrociandosi a un bivio, altre come rette parallele, ma essendo sempre consapevoli che basta voltarsi per ritrovare il volto confortante dell’amico. Percorsi di vita vicini ma nello stesso tempo distanti tra loro, dove i ricordi e la resilienza, sì, sempre lei, assumono un loro peso specifico. La resilienza di chi ha trascorso un’intera esistenza operaio in una fabbrica, senza (quasi) mai trasgredire e nutrendo sempre un profondo rispetto verso gli altri e la resilienza di chi quella fabbricata invece l’ha occupata abusivamente, in nome di un ideale e di una moralità in cui riversare tutto se stesso.
Proprio la “Fortezza“, la vecchia fabbrica di liquori, diventerà il fulcro attraverso cui si dispiegheranno gli eventi e i ricordi. I ricordi di un anarchico tranquillo e di chi invece la rivoluzione la vorrebbe mettere in pratica ma finisce per diventarne vittima. Come le formiche, instancabili e organizzate, le vite di Michele e di Alfiero procedono in modo regolare, tra gioie e frustrazioni, fino a quando una crepa, dapprima minuscola e impercettibile, si trasforma in una voragine, che metterà a dura prova la capacità di resilienza di entrambi. Eppure c’è un sottile (che in realtà così sottile non è) fil rouge che lega i ricordi passati e gli eventi futuri, i baratri che spaventano e i rifugi che rassicurano: l’amore per i libri, presenza costante e appassionata in tutte le opere di Pontuale. Un amore che Alfiero trasmette al giovane Michele, forse il più grande dono che un amico possa fare.
Per finire c’è anche spazio per un gradito ritorno: chi conosce le opere dello scrittore romano, non potrà che sorridere nel ritrovarsi davanti nientepopodimeno che Eugenio Bisigato.

Impreziosito da una bella prefazione di Paolo Di Paolo, “Certi ricordi non tornano” è un libro sull’inseguire i ricordi di una vita ma tenendo ben saldi i piedi nel presente, nonostante non sia affatto come ce lo saremmo immaginati. Ma è anche un racconto sulla resistenza, su chi non si arrende al cattivo tempo, anche quando sembrerebbe il contrario. Tutto ciò condiviso da un’amicizia intensa quanto una poesia recitata in un giorno speciale.

Voto: 4/5

Mr. P.

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