Amalia Guglielminetti – Tipi bizzarri

Titolo: Tipi bizzarri

Autore: Amalia Guglielminetti

Editore: Rina Edizioni

Anno: 2018

Pagine: 162

Prezzo: € 18,00

“Era la prima volta, in dieci anni di vita comune, ch’egli la udiva parlare con una simile risolutezza, formulare decisioni così chiare e precise, esporre disposizioni di un’estrema gravità prese contro di lui. Era la prima volta che quella piccola donna sempre pavida e smarrita sentiva nella propria mano un’arma possente, e gliene veniva una tale coscienza dei suoi diritti e della sua forza che senza esitare si dichiarava alla vigilia di usarla, fin dove le fosse concesso, pur di ripagarsi del male subito.”

Una delle cose che più amo del fatto di avere un blog, di essere in qualche modo “inserita” (parola grossa!) nel mondo dei libri è questa: scoprire nuove case editrici, nuovi progetti, nuove opere, che probabilmente in altro modo non sarei riuscita a conoscere. Proprio grazie a questo spazio, infatti, ho potuto apprendere dell’esistenza di Rina Edizioni, piccola casa editrice indipendente di Roma. Il loro progetto editoriale, dal nome “Libertarie: scrittrici italiane d’altri tempi” è senz’altro mirabile: si tratta di andare a riscoprire testi ‘dimenticati’ o poco noti della letteratura dell’Ottocento e del Novecento, lavori di scrittrici italiane su cui purtroppo, al giorno d’oggi, ci si sofferma troppo poco. Per dirlo con le loro parole: «Ci interessa ricercare e ripubblicare questi testi perché crediamo sia doveroso renderli noti a tutti, soprattuto nella nostra contemporaneità. Siamo convinti sia necessario recuperare i nomi di queste scrittrici, a noi troppo spesso ignote perché volutamente estromesse dalla nostra storia letteraria e quindi scivolate nell’oblio, come atto di responsabilità culturale, storica e morale per riscoprire, conoscere e comprendere una preziosa eredità che ci appartiene.» Attualmente, due sono i titoli proposti da questa casa editrice. Il primo è “Parla una donna” di Matilde Serao, una raccolta di articoli usciti su “Il Giorno” tra il 1915 e il 1916 in cui il tema della guerra viene affrontato dal punto di vista femminile. Il secondo, invece, è appunto “Tipi bizzarri” di Amalia Guglielminetti. Poetessa e scrittrice piemontese, la Guglielminetti pubblicò questa raccolta di novelle nel 1931, suscitando stupore e scalpore nella società intellettuale dell’epoca.

Le nove storie riunite in “Tipi bizzarri” hanno un comune denominatore: l’amore, nelle sue svariate sfaccettature, nelle sue ipocrisie più o meno velate. I personaggi ritratti dalla Guglielminetti si dividono in due categorie principali. Da una parte troviamo donne e uomini prede dell’illusione amorosa, ingenui e innocenti, innamorati persi “da manuale”; dall’altra, uomini e donne spietati e capricciosi, che non hanno alcun scrupolo e che si dilettano nell’ingannare le loro prede. Molto spesso si ritrovano vittime e carnefici e i ruoli, a volte, si sfumano fino a scambiarsi del tutto. In “Tipi bizzarri”, per esempio, una pittrice pretenziosa rifiuta malamente le avances di un uomo che crede troppo rozzo, per poi cedere a quelle di un visconte seduttore che non ci penserà due volte ad abbandonarla frettolosamente; una volta colto il raggiro, Edmea tornerà dal primo, scoprendo però che questo non l’ha certo aspettata. “La coppia invidiabile” e “La moglie timida” sono forse i due racconti che ho preferito: la Guglielminetti svela la falsità dei rapporti interpersonali, insinuando dubbi nel lettore e facendo architettare ingegnose vendette a personaggi che parevano mansueti e taciturni. Nella prima novella, infatti, una coppia all’apparenza perfetta diventa l’oggetto delle conversazioni di due sposi che ormai non si sopportano più granchè: scopriranno, però, che è molto semplice ingannarsi. Nella seconda, invece, una donna che è sempre stata remissiva nei confronti del proprio marito ne scopre il tradimento; questa sarà l’occasione per prendere realmente la parola per la prima volta nella sua vita e per smascherare l’ipocrisia dell’uomo.

È stato interessante (ri)scoprire la Guglielminetti, la sua arguzia e l’audacia delle sue storie. Nonostante questi lati positivi, alla lunga la raccolta ripropone molto spesso le stesse modalità e gli stessi temi, cosa che potrebbe annoiare il lettore. Il mio consiglio è di leggerla poco per volta, magari per intervallare due libri più pesanti e impegnativi – proprio come ho fatto io.

Voto: 3/5

Mrs. C.

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