Orazio Labbate – Atlante del mistero

Titolo: Atlante del mistero

Autore: Orazio Labbate

Editore: Centauria

Anno: 2018

Pagine: 160

Prezzo: € 19,00

“Il viaggio è periglioso, ma vale la pena imbarcarsi e solcare le acque di questo oceano stigio, perché dal mondo dei mostri si può imparare molto sul nostro, di mondo.”

Ho conosciuto Orazio Labbate con la raccolta di racconti “Stelle ossee”, per poi proseguire con la “Piccola enciclopedia dei mostri e delle creature fantastiche” e approdando ora, prima di immergermi finalmente nelle pagine torbide dei suoi romanzi, all'”Atlante del mistero”. Labbate ha avuto un’ottima intuizione, racchiudendo in questo prezioso volume quaranta dimore legate al soprannaturale, all’orrifico, al perturbante, ognuna illustrata egregiamente da Simone Pace. Ma non potrebbe sembrare pretenzioso denominarlo atlante? Assolutamente no, in quanto ogni residenza è identificata nel luogo esatto in cui sorge, tramite l’aiuto di precise coordinate geografiche.

L’universo spaventoso di Labbate pesca a piene mani nell’immaginario collettivo, nella letteratura e nel cinema, alternando dimore maledette che potremmo definire blasonate ad altre meno conosciute, ma non per questo meno terrificanti. Un viaggio senza tempo, in un vortice di follia che ci catapulta tra castelli diroccati, umidi scantinati, realtà parallele e stanze misteriose. Così ci ritroviamo immersi nelle atmosfere dalle tinte gotiche dei grandi classici dell’orrore, come “Dracula”, “Frankenstein” e “Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde”, per poi riemergere straniati nell’ambiguo universo di David Lynch, qui rappresentato dal non luogo per eccellenza, la Loggia Nera di “Twin Peaks”, e dall’inquietante vecchio termosifone del suo primo film “Eraserhead”. Labbate passa con grande disinvoltura dal classico al contemporaneo, dal cult all’opera dimenticata, dimostrando un’enorme passione per tutto quanto sia legato al fantastico, al terrore, al surreale.
Proseguendo nel nostro viaggio chimerico rimaniamo affascinati da luoghi abitati dai mostri alimentati dal folklore popolare e dalle leggende metropolitane, come l’americano Uomo Falena, la siciliana Marabecca, l’universale Babau, fino ad attraversare le porte dell’Ade, piombando dritti alla più famosa dimora orrifica di sempre: l’Inferno. Ma durante il nostro cammino non possiamo lasciarci alle spalle così facilmente cult cinematografici come “Donnie Darko” e la sua minacciosa cantina, l’oscura Silent Hill e il rivoltante mattatoio di Faccia di Cuoio. Non manca proprio nulla nell’atlante immaginario di Labbate, che pesca a piene mani anche in riferimenti che di primo acchito non presentano connessioni con l’orrorifico, ma che in realtà ne nascondono più di una. Basti pensare alla stanza di Gregor Samsa ne “La metamorfosi” di Franz Kafka o alla camera degli insetti di Billy, proveniente direttamente dal visionario “Pasto nudo” di William S. Burroughs. Insomma, nell’atlante dell’autore siciliano nulla è lasciato al caso e ogni riferimento è frutto di un’approfondita conoscenza di tutto ciò che possa essere riconducibile alla paura e all’inquietudine.

L’atlante del mistero” è un volume da custodire gelosamente nella propria libreria, da leggere e sfogliare ogni volta che la nostra mente e il nostro cuore sentono il bisogno di evadere dal quotidiano, per rifugiarsi in mondi soltanto all’apparenza così distanti dal nostro, ma forse in realtà più vicini di quanto sembrino. Un libro necessario per chi, come il sottoscritto, è rimasto intrappolato in un amore viscerale per il perturbante, senza più volerne uscire, ma anche per chi voglia iniziare a muovere i primi passi nei sentieri che conducono all’orrore e che troverà nell’atlante ottimi spunti. Perché a volte avere paura può essere semplicemente delizioso.

Voto: 5/5

Mr. P.

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