Abissi: la prima raccolta di racconti di Paolo Cabutto alias Mr. P.

È con grande gioia e soddisfazione che vi presento “Abissi”, il mio esordio letterario pubblicato da Talos Edizioni, casa editrice free e dall’animo fieramente indipendente.
Perché oltre a essere da sempre un lettore vorace e, da un paio d’anni, un blogger che si diletta a parlare di libri, ho scoperto che, trascorrere gran parte del mio tempo libero con il naso infilato tra le pagine, mi ha trasmesso una sana passione per la scrittura.

Cos’è “Abissi”?
È una raccolta di tredici racconti in bilico tra horror, thriller e noir. Una collezione d’istantanee cariche d’inquietudine in cui il lettore si potrà imbattere in un vicino di casa che ci conosce meglio di quanto immaginiamo, in macabri incontri in un cinema di periferia e in una stazione della metro che sembra sussurrare il nostro nome. O ancora in una tragedia shakespeariana che diventa realtà e nell’ultima giornata di lavoro di un killer professionista.  Ma questo è solo un pizzico di quello che troverete in “Abissi”.

Dove si può acquistare?
Oltre che sul sito della casa editrice, il libro è ordinabile in tutte le librerie e disponibile su AmazonIbsFeltrinelliMondadori e negli altri principali store online.

Perché hai scelto la forma narrativa del racconto?
Semplicemente perché adoro le raccolte di racconti. Senza nulla togliere ai romanzi, che continuano a essere una delle portate principali della mia dieta da lettore, ma un buon racconto è come una caramella: appena terminato non puoi resistere senza passare a quello successivo. Una buona storia colpisce nel segno in poche pagine, lasciandoti stordito e affamato di nuove avventure. Questo deve saper fare ogni raccolta che si rispetti. Spero, nel mio piccolo, di esserci riuscito.

Perché proprio l’horror?
Perché i racconti del terrore sono stati il mio primo amore letterario, grazie a una piccola e preziosa antologia di storie di Poe, Maupassant, Conan Doyle e altri maestri della letteratura nera. Bene o male fantasmi, strane creature, assassini o incubi della mente hanno sempre accompagnato il mio percorso letterario fino alla creazione di “Abissi”.

Sì, ok, tutto molto bello. Ma Paolo Cabutto come scrive?
Ho pensato anche alla vostra curiosità con qualche piccolo estratto. Buona lettura!

Pennellate d’inquietudine
«Quando rientrai a casa presi con estrema cura la tela e la riposi nello studio, mantenendola coperta per evitare d’incrociare quello sguardo agghiacciante che avrebbe di certo inquinato il dolce ricordo di uno spensierato pomeriggio.
Un uomo, un dipinto. Una piacevole compagnia, uno sguardo atroce.
Un volto e due entità che si stavano fronteggiando in singolar tenzone, a colpi d’incontrollabile eccitazione e insano turbamento, nella sempre più confusa e stordita arena della mia psiche.»

Prima visione
«“Tutto questo non può essere reale!” pensò rifugiandosi nella vana convinzione che stesse vivendo l’angoscia di un banale incubo.
Tentò di urlare nella speranza di risvegliarsi sudato, impaurito, ma sano e salvo nell’abitacolo della sua auto. Però, come era accaduto nella sequenza d’immagini che lo avevano fatto fuggire dal cinema a gambe levate, nessun suono gli uscì dalla bocca. Cercò di divincolarsi, ma era immobilizzato.
Uno stridente cigolio accentuò il panico da cui era ormai del tutto avvinto. I suoi occhi abituati all’oscurità vennero feriti da un improvviso fascio di luce, costringendolo a ritrarre i muscoli del viso in una grottesca smorfia di fastidio. Qualcuno era entrato nella stanza e Davide sapeva con certezza chi fosse.»

Incubi di mezzanotte
«Intanto il coltello scintillò in alto e, come un esiziale raggio di morte baciato dalla luna, calò con forza sulla vittima, costretta contro la parete.
Il disgraziato emise un rantolo soffocato e un fiume di sangue iniziò a sgorgargli dalla gola. Dopo pochi secondi di straziante agonia, l’uomo si accasciò a terra senza vita.
L’assassino emise un grugnito animalesco e si voltò di scatto, puntando addosso a Francesco un paio d’occhi carichi di follia omicida. Col coltello stretto in mano avanzò a piccoli passi verso l’imbocco del vicolo, fino a quando il viso venne illuminato dalla fioca luce di un lampione. Il suo volto, sfigurato da una profonda cicatrice che lo attraversava in diagonale e che gli conferiva un aspetto mostruoso, si fregiava di un sorriso che incarnava l’essenza stessa dell’incubo.»

Ultima fermata
«Pensa, rimugina, cammina e intanto il tempo trascorre senza che nessun treno transiti su quei binari. Nella sua mente comincia a maturare l’idea che la metropolitana lo abbia attirato di proposito in quella stazione maledetta.
Gli pare addirittura che i muri siano vivi al punto tale che per un istante ha la netta percezione di sentirli ansimare. Ma non dà seguito a quell’assurdità e si aggrappa a un appiglio razionale.
“Si sa che l’aria viziata e il freddo pungente possono confondere la mente di un uomo.”
Eppure sente come se qualcosa di malvagio, un’occulta energia dal potere mortale, corra lungo quei binari su cui, di contro, gli attesi convogli continuano a latitare.»

Mr. P.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...