Christian Sartirana – La gente della marea

Titolo: La gente della marea

Autore: Christian Sartirana

Editore: Nero Press Edizioni

Anno: 2016

Pagine: 28

Prezzo: € 0,99

“Tutto appariva insolitamente levigato, simile a una sorta di strano manufatto marino. Come uno di quei pezzi di vetro smussati e opacizzati dall’acqua del mare. Li abbiamo raccolti tutti, credo, almeno una volta. Quei cocci di vetro hanno il fascino di un gioiello creato da mani aliene, sconosciute. Be’, le forme che avevo intorno avevano proprio il medesimo aspetto assurdo e sconosciuto. Dietro le macchine e le insegne dei negozi, contro i muri dei palazzi, sulle finestre e sopra i tetti, scorgevo tratti in cui le loro naturali simmetrie sembravano confondersi. È difficile da spiegare, ma era come se le loro forme fossero entrate in collisione. Si mescolavano, creando delle geometrie incomprensibili che, per quanto assurde, sembravano comunque avere una loro identità. Erano come il prodotto di un gusto artistico sconosciuto a quello dell’uomo. I nostri sensi non sarebbero mai stati in grado di organizzarli nella giusta sequenza. Tuttavia a guardarle m’ispiravano un orrore immediato.”

Avevo già apprezzato la prosa limpida e carica di tensione di Christian Sartirana, scrittore piemontese che sta lasciando il segno nel panorama letterario italiano di genere, nell’ottimo romanzo breve “Le cose oscure”. A distanza di qualche mese mi sono tuffato (e il verbo non è casuale) nella sua ultima fatica, il racconto “La gente della marea”, edito Nero Press Edizioni nella collana horror “Insonnia”. Cambiano completamente le atmosfere rispetto al precedente lavoro, ma il senso di inquietudine strisciante e di completo spaesamento di fronte a un orrore ignoto e arcano restano immutati.

La base dell’intera narrazione è una vecchia leggenda popolare, quella dell’Antica Gente o Gente della Marea, diffusa tra i cittadini del comune sardo di Bosa. Edoardo, il giovane protagonista del racconto, ne subisce il fascino fin da piccolo, quando a narrargliela è la nonna materna, durate le estati trascorse appunto a Bosa, paese di origine della famiglia di Edoardo. Una favola nera che porta con sé una scia di misteriose morti e sparizioni. Un mito che la madre di Edoardo vuole dimenticare, così come le sue origini e la terra da cui proviene. Cresciuto a Torino, con il tempo il narratore seppellisce nei recessi della memoria le enigmatiche e minacciose figure della Gente della Marea, fino a quando il decesso della madre e l’aver ereditato l’antica dimora di famiglia, scatenano in lui l’improvvisa volontà di riscoprire i territori della sua infanzia. Ciò che però si rivelerà essere diventata Bosa sconvolgerà per sempre la vita di Edoardo, risucchiandolo in un vortice di orrore atavico e delirante follia.

Il merito di Sartirana è quello di tenere alta fino alla fine la tensione nel lettore, in un crescendo inesauribile di malessere e di angoscia. Magistralmente descritta l’atmosfera di desolazione e di abbandono dell’ormai città fantasma Bosa, tra rimandi lovecraftiani e minuziose rappresentazioni delle forme aliene e dalle geometrie incomprensibili che invadono il paese. Sembra quasi di essere lì insieme a Edoardo, avvolti da un mistero oscuro e inesplicabile. Il fascino criptico e perverso del mare, da sempre oggetto di racconti a sfondo orrorifico, viene ben rielaborato da Sartirana, che ci offre una storia godibile e carica di suspense, che sa regalare piacevoli momenti di autentico terrore.

Voto: 4/5

Mr. P.

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