David James Poissant – Il paradiso degli animali

Titolo: Il paradiso degli animali

Autore: David James Poissant

Editore: NN Editore

Anno: 2015

Pagine: 304

Prezzo: € 17,00

“Non lo sapeva. Sapeva solo quello che aveva pensato fino ad allora, cioè che Kate poteva essere sufficientemente felice per entrambi. Ma una coppia non può andare avanti così, una persona soddisfatta e l’altra che non sa nemmeno come sta. Bisognava tenere conto dell’equilibrio, dell’armonia. Senza, erano solo due persone che condividevano le stesse posate”.

poissant

Ultimamente sono giunta ad una conclusione: ogni libro ha il suo tempo. “Che novità”, direte voi. Ciò che intendo io, però, è diverso da quello che sicuramente starete pensando. Non solo c’è un momento della nostra vita adatto ad un certo tipo di libro (io più volte ho iniziato un romanzo in un periodo che non era quello giusto, l’ho messo da parte, e l’ho ripreso in mano mesi dopo, apprezzandolo di più): ogni libro, secondo me, è legato indissolubilmente ad una stagione. Se all’estate è associato il divertimento, lo svago, la leggerezza, e così quelle opere che ci portano altrove, ci permettono di viaggiare e di sentirci coinvolti senza però appesantirci troppo, l’autunno è senz’altro connesso alla malinconia, al buio che avanza, alla magia della natura che si trasforma, in veste nuova ma più opaca, forse triste. Settembre, e soprattutto ottobre e novembre, sono dei mesi in cui non posso fare a meno di leggere qualcosa di cupo, qualcosa che metta in moto il mio cervello permettendogli di aggrovigliarsi fra mille pensieri. Qualche anno fa, per esempio, fu Pessoa con il suo “Libro dell’inquietudine”, quello scorso mi sono lasciata cullare dolcemente dalle poesie di Federico García Lorca. Una settimana fa circa, invece, è toccato a David James Poissant e alla sua raccolta di racconti, “Il paradiso degli animali”. Avevo letto numerose recensioni di questo volume, tutte positive: a volte non basta, ognuno ha i suoi gusti. Un’altra cosa mi ha stupita e soprattutto mi ha convinta del fatto che fosse la lettura giusta nel mese giusto: sembravano storie infelici, che inevitabilmente mi avrebbero fatta riflettere. Così mi sono tuffata in questi sedici mondi, tutta intera, e ne sono riemersa a pezzi.

E’ stata un’immersione profondamente intima. Mi è sembrato di essere un’intrusa, spettatrice indesiderata di una lunga serie di catastrofi personali. Ho assistito alla disfatta di più di una coppia: Brig e Kate, lui infelice cronico e lei stanca di aspettarlo, Joy e Luke, alle prese con un piccolo enfant prodige, Maddie e Arnie, al riparo da tutto nella loro relazione clandestina. Ho ascoltato le parole strazianti di una moglie che di giorno in giorno vede il marito venire meno, a causa di una brutta malattia; mi sono immedesimata nel dolore di due genitori che perdono il figlio e che non sanno farsene una ragione, anche quando qualcosa di nuovo e straordinario è sorto tra di loro. Ho provato un’angoscia fortissima per Grace, per il suo continuo assecondare le follie del fidanzato; ed ho esplorato le numerose sfumature che può assumere una tragedia privata: la corsa contro il tempo di un padre che desidera soltanto salutare il figlio prima della sua dipartita, un uomo che cerca la morte ogni notte, un ragazzino che da “carnefice” diventa vittima. Nascosti in mezzo a tutte queste persone di cui ho osservato le vite, ci sono loro: gli animali. Non sono sempre presenti, ma quando escono allo scoperto si fanno sentire. Alligatori senza più padroni, cani dai nomi improbabili, api che avvolgono la notte, lupi dalle sembianze umane, bisonti che partecipano in modo ignaro alla libertà di una donna.

Poissant è stato paragonato a Carver, ma, per il poco che ho letto di quest’ultimo, io dissento: in questi racconti ho trovato un senso, anche quando sembrava non ci dovesse essere, ho vissuto sulla mia pelle le emozioni dei protagonisti, mi sono spaventata, ho amato, mi sono quasi commossa. Ho sentito tutto, e penso che questa sia una caratteristica importantissima in un libro – qualsiasi forma esso abbia: che sia un romanzo o una short story, io devo poter sentire. Il mio novembre è iniziato con qualcosa in più, che si racchiude in una sempre maggiore consapevolezza della morte, dell’importanza di alcuni rapporti, nella poesia insita nei libri, che hanno questo potere incredibile: farci meditare sulle cose. Non posso che concludere il tutto dicendo che sono rimasta estasiata. E’ Poissant. E’ l’incanto della tristezza.

Voto: 5/5

Mrs. C.

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