Pablo Besarón – Effetti collaterali

Titolo: Effetti collaterali

Autore: Pablo Besarón

Editore: Edizioni Arcoiris

Anno: 2016

Pagine: 119

Prezzo: € 11,00

“Se mi chiedete se credo in Dio come la maggior parte della gente, vi rispondo che a volte ci credo, nei momenti difficili oppure quando capitano fatti strani. Se mi chiedete se sono a favore della pena di morte, non lo sono. Forse possiamo supporre che soltanto Dio – lo stesso a cui non so se credere – può dare la vita e la morte. E se non volete chiamarlo Dio, chiamatelo Natura, o il divenire delle cose… è lui che deve pronunciarsi sulle grandi questioni, non l’uomo.”

13124559_1122361174450932_4990658757729360174_n

La morte: evento misterioso e da sempre pervaso da una certa aura di timore e sacralità, è una delle tematiche predilette da ogni genere di letteratura. È stata interpretata, dissezionata e scavata a fondo nelle pagine di centinaia di autori, dai classici dei grandi maestri, agli scrittori contemporanei, approdando anche su lidi fantastici e soprannaturali. Proprio a metà tra il reale e l’irreale si colloca il contributo che Pablo Besarón ha voluto dare al tentativo dell’uomo di trovare un senso all’atto estremo che caratterizza l’esistenza di ognuno di noi. Ma l’ha voluto fare contrapponendo alla morte la sua antitesi, quella vita che, tenace e combattiva, cerca di non piegarsi all’ombra oscura che da sempre gli sta alle calcagna. Nato a Buenos Aires nel 1974, Besarón, autore di saggi e scritti teorici, ha deciso di cimentarsi con la letteratura scegliendo la forma breve e componendo così “Effetti collaterali”, la sua prima raccolta di racconti, sulla scia dei grandi autori sudamericani come Borges e Cortázar. Dieci istantanee perturbanti e ricche di fascino, in cui una tendenza verso il fantastico si mescola con la realtà delle strade di Buenos Aires, dove anime perdute si incontrano, a volte pervase dall’orrore e dalla violenza, altre con una tenue luce negli occhi che sembra il preludio ad una speranza appena accennata.

La raccolta inizia con una delle storie più particolari ed inquietanti del lotto: “In un altro luogo” narra di una gravidanza interrotta e dell’amore sconfinato di un padre, che continua nonostante tutto ad alimentare il feto, facendolo crescere e trasformandolo in un bambino. Ciò all’insaputa della madre, nonostante l’insistenza del ragazzo nel volerla conoscere. Ma i dubbi assalgono il lettore: il figlio esiste realmente o è solo una proiezione mentale del padre? Oppure il mondo reale si è intrecciato indissolubilmente con l’aldilà? Si prosegue con il racconto che è diventato immediatamente il mio preferito, “Delia e la telenovela delle cinque”, in cui si mastica il classico sapore delle ghost stories. Ambientato all’interno di un condominio, vede il narratore coinvolto in una curiosa relazione di amicizia con un’anziana vicina di nome Delia. Ciò che destabilizza è che Delia è morta due mesi prima. Lo sconcertante finale dà un risvolto inaspettato e conturbante all’intera vicenda. In “Vita da romanzo”, in cui non a caso viene citato Cortázar, protagonista è uno scrittore che si rifugia a Colonia per trovare la necessaria tranquillità per la stesura del suo romanzo, fino a quando la sua vita e quella dell’amico Alfieri, rimasto a Buenos Aires, si intrecciano con la finzione letteraria da lui creata, abbattendo i confini che separano i due mondi. “Notizie su Cevares” narra di un uomo in fuga da un delitto, Cevares, che, dapprima con crescente stupore e poi con serena accettazione, diventa un altro uomo, Elvio Suàrez, prendendo il suo posto in tutto e per tutto. In “Parenti” due cugini da troppo tempo distanti si riavvicinano, tanto che sembra che uno debba quasi sostituirsi all’altro, fino all’enigmatico finale. “Gli ultimi giorni di Daniel Knopoff” è il tragico resoconto di un incidente d’auto che avrà conseguenze inaspettate. “I traditori di Gómez il Negro” è lo spaccato di vita di Gómez, un ragazzo scontroso e problematico, narrato dalla voce di chi lo ha tradito. È poi la volta di “Il neurochirurgo“, sorta di racconto nel racconto. La vicenda prende il via quando cinque uomini, al termine di una battuta di pesca, decidono di condividere la proprie esperienze personali che abbiano a che fare con la linea che separa la vita dalla morte. Quando è il turno del neurochirurgo brasiliano, la storia che narra ci fa gelare il sangue nelle vene. “Andata e ritorno” vede come protagonista un uomo che, dopo la morte della moglie avvenuta in giovane età, abbandona i propri figli, per poi ritrovarli parecchi anni dopo. Ma qualcosa nella sua mente non ha mai dimenticato gli anni della giovinezza, tanto che identifica la figlia maggiore proprio con la moglie perduta, facendone una persona sola. La raccolta si conclude con “Epifania (papà buono-papà cattivo)”, in cui, uno spiacevole episodio di vita famigliare, viene visto attraverso gli occhi innocenti di un bambino.

Effetti collaterali” è l’ennesima bella scoperta, in ambito letterario sudamericano, di Edizioni Arcoiris e della loro collana Gli Eccentrici. Pablo Besarón sa attingere a piene mani dalla tradizione dei grandi autori latini, rielaborando la loro lezione con uno stile personale e coinvolgente. Un sottile filo di inquietudine percorre questi dieci racconti, che ci permettono di immergerci anima e corpo in un’Argentina nello stesso tempo magica ed oscura. Un tuffo ad occhi chiusi nel mistero insondabile della morte. Perchè dopotutto, come dice Livio Santoro nella postfazione al volume, «la morte è, ma non può essere».

Voto: 4/5

Mr. P.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...