Sherwood Anderson – Riso nero

Titolo: Riso nero

Autore: Sherwood Anderson

Editore: Cliquot

Pagine: 222

Anno: 2016

Prezzo: € 16,00

“Le persone sono come gocce d’acqua in un fiume che scorre. All’improvviso il fiume si altera. Diventa carico di furiosa energia, a va a ricoprire le terre, sradica gli alberi, travolge le case. Si formano piccoli mulinelli. Certe gocce d’acqua vengono trascinate in circoli vorticosi, toccandosi costantemente tra loro, mescolandosi tra loro, assorbendosi l’una nell’altra. Ci sono momenti in cui gli esseri umani smettono di essere isolati. Ciò che sente uno, lo sentono gli altri. Si potrebbe dire che, in certi momenti, uno lascia il proprio corpo ed entra, completamente, nel corpo di un altro. L’amore potrebbe essere qualcosa di simile.”

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Quando si parla di letteratura americana con la “L” maiuscola, i nomi a cui si fa più spesso riferimento sono i soliti noti: Hemingway, Faulkner, Steinbeck, tanto per citarne alcuni. Ma il più delle volte manca all’appello proprio l’autore che con il proprio modo di narrare ha influenzato questi grandi scrittori: Sherwood Anderson. Noto soprattutto per la raccolta di racconti “Winesburg, Ohio”, dalla penna di Anderson sono usciti anche dei grandi romanzi americani, colpevolmente passati in sordina nel nostro Paese. Uno di questi è proprio “Riso nero”, opera scritta nel 1925, che negli anni Trenta Cesare Pavese ha voluto fortemente “esportare” anche in Italia, occupandosi personalmente della traduzione. Nel 2016 ci pensa Edizioni Cliquot a riproporla ai lettori italiani, in una bellissima edizione e con una nuova traduzione.

Riso nero” narra le vicende di John Stockton, giornalista di Chicago, ingabbiato in una professione che da tempo ha smesso di esercitare il suo fascino e legato a Bernice, una donna con pretese letterarie e frequentatrice delle élite culturali della città. Ma le convenzioni e le regole di cui sono intrisi gli ambienti sociali che li circondano, mettono John a disagio, tanto che la sua insoddisfazione raggiunge il culmine, portandolo in una banale serata come tante altre, ad abbandonare la moglie e Chicago. John vuole dare un taglio netto al passato, così inizia la sua peregrinazione navigando lungo il Mississippi e fermandosi qualche tempo a New Orleans, ma il suo viaggio prosegue fino a terminare ad Old Harbor, cittadina in cui è cresciuto. Per evitare di farsi riconoscere, cambia nome in Bruce Dudley, e lì ricomincia la sua nuova vita. Per poter guadagnare qualche soldo trova impiego in una fabbrica di ruote di proprietà di Fred Grey, il cittadino più ricco e importante di Old Harbor. L’inquietudine e il senso di insofferenza che provava costantemente a Chicago sembrano placarsi, immerso in un quotidiano semplice e senza menzogne. Qui fa la conoscenza di uno dei personaggi meglio riusciti del romanzo di Sherwood: il vecchio operaio Sponge Martin, energico ed esuberante nonostante la sua età, che ha l’abitudine di ubriacarsi insieme alla moglie una volta al mese, quando cade il giorno di paga. L’anziano Sponge è un fulgido esempio di americano vecchio stampo, un concentrato di vita e di passione a cui è impossibile resistere. Ma proprio quando l’esistenza di Bruce sembra stabilizzarsi, con il semplice ma onesto lavoro alla fabbrica e le domeniche passate a pranzare a casa di Sponge, un fulmine torna ad incendiare la sua vita. Basta infatti lo scambio di uno sguardo con Aline Aldridge, la bella moglie del suo titolare Fred Grey, per destabilizzarlo nuovamente. Aline è il secondo grande protagonista di “Riso nero”: figlia di un ricco avvocato americano, conosce il suo futuro marito a Parigi, subito dopo la fine della guerra mondiale. Donna passionale e istintiva, si accorge di aver commesso un errore nello sposare Fred Grey: nonostante sia il cittadino più potente ed importante di Old Harbor, e lei la donna più invidiata, questo non le basta. Ogni giorno che passa si rende conto che la sua vita è costruita su un muro di falsità, un muro che lentamente si sta sgretolando. Così, dal primo momento in cui i suoi occhi si posano sul viso di Bruce, capisce di desiderarlo con tutta se stessa, complice anche il fatto che le ricorda un uomo da cui era stata attratta a Parigi, proprio la stessa sera in cui conobbe Fred. Dopo un primo momento in cui Bruce pare indeciso, anche lui comprende che tra loro sta nascendo un’attrazione che non si può ignorare. Decide quindi di licenziarsi dalla fabbrica e si fa assumere come giardiniere alle dipendenze dei Grey, così da poter passare più tempo possibile insieme ad Aline. Il loro comportamento inizia a destare sospetti in Fred, che però, nonostante ami sua moglie, non fa nulla per separarli. Particolarmente significativo è l’episodio in cui Grey risale di sera il sentiero collinoso che lo conduce al cancello della sua abitazione ed è seguito qualche passo indietro da Bruce, che rientra da alcune commissioni in paese. Fred si sente quasi braccato dal giovane manovale, tanto che accelera il passo per poter trovare rifugio in casa. Sembra che i ruoli si invertano e che il padrone, impotente, diventi succube dell’operaio. La narrazione culmina il giorno in cui Fred va ad una parata militare, lasciando Bruce ed Aline soli per tutto il pomeriggio. Situazione che porterà a delle conseguenze definitive. E a fare da sottofondo a tutto il romanzo il riso nero del titolo, ovvero le risate, a volte gioiose, altre volte quasi maledette, dei neri d’America. In particolare le due domestiche di colore dei Grey, che assistono alla relazione tra Bruce e Aline, e le cui risate risuonano per tutta la casa.

La scrittura di Sherwood Anderson ci catapulta direttamente negli Stati Uniti degli anni Venti, seguendo solo a tratti il filo logico della narrazione, intervallandola con frequenti flashback e rincorrendo i sentieri tortuosi dei pensieri dei protagonisti. “Riso nero” è un romanzo che va assaporato lentamente, per potersi perdere nelle vite di Bruce e Aline, esistenze dolorose ma piene di passioni violente e di incredibile voglia di vivere.  Uomini e donne che si spogliano davanti a noi di tutte le loro più intime debolezze, rendendoci spettatori privilegiati delle profondità dell’animo umano. Un romanzo che racchiude dentro di sé tutta l’America.

Mr. P.

Voto: 4/5

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2 pensieri su “Sherwood Anderson – Riso nero

  1. viducoli ha detto:

    Grazie per questa segnalazione: me lo segno per l’acquisto. Ho letto ed apprezzato “Winesburg, Ohio”. Anche io sono dell’opinione che Anderson sia colpevolmente dimenticato dall’editoria nostrana, per cui ben venga questo libro!

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    • Mr. P. ha detto:

      Sono contento che la segnalazione ti sia stata utile 🙂 “Winesburg, Ohio” l’ho appena acquistato e non vedo l’ora di leggerlo. Inoltre ti anticipo che Cliquot ha pubblicato (per ora solo in ebook, ma probabilmente nei prossimi mesi arriverà anche il cartaceo) la raccolta di Anderson “L’uomo che diventò donna”!

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