Hjalmar Söderberg – Il disegno a inchiostro e altri racconti

Titolo: Il disegno a inchiostro e altri racconti

Autore: Hjalmar Söderberg

Editore: Edizioni Lindau

Anno: 2015

Pagine: 101

Prezzo: € 12,00

“La mia vita è un sogno oscuro e confuso. Un giorno mi sveglierò in un altro sogno più vicino alla realtà e con un senso più profondo dell’attuale. Da quel sogno mi sveglierò in un terzo e poi in un quarto, e ogni nuovo sogno sarà più vicino alla realtà del precedente. In questo avvicinarsi alla verità consiste il senso misterioso e profondo della vita.”

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Venti racconti condensati in un centinaio di pagine: le “Historietter” di Hjalmar Söderberg vengono tradotte e proposte in Italia per la prima volta dalla casa editrice torinese Lindau. Scrittore svedese vissuto a cavallo tra Ottocento e Novecento, Söderberg ha dimostrato durante la sua carriera un intenso amore per la forma breve, tratteggiando nel corso degli anni schizzi e storielle dalle sfumature più variegate. Pubblicate a sprazzi su riviste e quotidiani, le short stories dell’autore scandinavo sono state poi raccolte in volume nel 1898, dando così la possibilità ai lettori di immergersi completamente all’interno dell’universo söderberghiano.

Apre l’antologia il racconto che da il titolo all’opera, diventando chiave di lettura per le novelle che seguono. Protagonista è infatti il semplice disegno di un paesaggio, che il narratore mostra ad una ragazza. Ma anzichè ammirarlo e godere unicamente della sua bellezza artistica, la giovane si interroga insistentemente sul significato nascosto nel quadretto. Nonostante il suo struggimento, non le è però possibile risalire a cosa realmente riveli quel disegno. Semplicemente perchè un vero significato non c’è: si tratta solo di un paesaggio, nè più nè meno. Söderberg con questo breve schizzo vuole renderci partecipi dell’impossibilità dell’uomo di comprendere la propria ragione di vita, trasformando così l’esistenza in un guscio vuoto, in cui il destino dell’essere umano diventa assurdo ed inesplicabile. Proprio l’angoscia esistenziale che ne deriva è l’elemento pregnante dei racconti di Söderberg, che la analizzano in tutte le sue tonalità. Troviamo così storie dai risvolti onirici e visionari, come “Il sogno dell’eternità”, in cui il protagonista continua a salire ininterrottamente le scale del palazzo in cui abita, senza mai riuscire a raggiungere la porta della propria abitazione, come se volesse sfuggire ad una realtà carica di angoscia rifugiandosi nel sogno che si trasforma in incubo, quasi a significare che non c’è pace nemmeno estraniandosi da una vita priva di senso. Oppure “L’ombra”, che narra di un amore perduto a causa di un’ombra, o ancora “Incubo”, allucinato resoconto di un sogno che mostra al protagonista lo squallore e l’orrore della propria morte. Ma nelle storie di Söderberg trova spazio anche l’ironia, ben rappresentata in “Spleen”, dove un uomo trova la sua ragione d’essere nel gioco della lotteria, oppure ne “Il carciofo”, in cui due amici discorrono sul sapore di un carciofo, fino a quando uno dei due avrà la meglio. Molti sono i personaggi tratteggiati dalla penna dello scrittore svedese, come il maestro sbeffeggiato dai propri scolari che può solo rifugiarsi nel dolore di una vita spezzata (“Il professore di storia”), il ragazzino preso di mira dai compagni più forti che troverà la propria vocazione nel teatro (“Il buffone”), o ancora il cane che trascorre l’intera esistenza nella speranza di un fischio del suo padrone, ormai morto da anni (“Il cane senza padrone”). Ma il vero capolavoro dell’intera raccolta a mio avviso lo possiamo trovare ne “La pelliccia”, intenso racconti dagli echi gogoliani. Protagonista è un anziano dottore in procinto di morire, che crede di trovare un momentaneo conforto indossando la pelliccia del proprio migliore amico. Avere addosso quella pelliccia lo fa sentire quasi un uomo nuovo con rinnovate speranze, dapprima flebili per poi diventare sempre più consistenti, che si affacciano nei suoi pensieri. Ma anche la pelliccia nasconde un inganno, che gli rivelerà quanto amara e disperata possa essere la vita. Unico difetto è forse l’eccessiva brevità di alcuni scritti, che a mio avviso avrebbero potuto essere meglio sviluppati, lasciando invece un po’ di perplessità nel lettore.

E’ una schiera di uomini disillusi e scoraggiati quella che popola i racconti di “Il disegno a inchiostro”. Alcuni tentanto ancora di aggrapparsi alla vana speranza che il destino dell’uomo possa condurre a più alti scopi, altri invece vivono la propria esistenza con l’angosciosa tristezza della verità, ossia l’assurdità del vuoto che avvolge come un cappio l’esistenza umana, privandola di ogni senso. Söderberg sa scandagliare perfettamente l’animo umano, donandoci una serie di piccoli e feroci ritratti dell’inquietudine che alberga nel cuore di ogni uomo. Una tavolozza di colori a cui attingere per poter godere, con sguardo disincantato, di tutte le sfumature della nostra esistenza.

Voto: 3,5/5

Mr. P.

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