Catherine Lacey – Nessuno scompare davvero

Titolo: Nessuno scompare davvero

Autore: Catherine Lacey

Editore: SUR

Pagine: 243

Anno: 2016

Prezzo: € 16,50

“E non sarebbe stato meglio per il mondo se tutto fosse rimasto fermo, se ogni cosa avesse proprio smesso di crescere? Forse sì, ma tanto non succede, noi non ci fermiamo, le piante non si fermano, le persone non si fermano, continuiamo a spuntare e a vivere e a cercare di combinare qualcosa e a morire, e perchè tutti questi viticci e queste foglie continuano a darsi da fare di anno in secolo all’infinito? Perchè alla fine, diciamocelo, moriranno strangolate da un’altra erbaccia o seccate dal sole o gelate dal freddo o mangiate dagli opossum o dagli insetti o dalle persone. E mi chiesi anch’io cosa mi era preso, a me o a una persona come me, e mi chiesi cos’era che mi spingeva a fare cose del tipo mollare la mia vita di punto in bianco, e in quel momento non lo sapevo che cos’era, perchè allora non lo potevo sapere e a malapena lo capisco adesso cos’era o cos’è che mi ha spinto ad andarmene. Forse il nostro cervello è una macchina che trasforma le informazioni in sentimenti e i sentimenti in decisioni e a quanto pare la mia macchina è stata assemblata in modo strambo e ha un modo strambo di tradurre la vita, ma io non so come aggiustarla: non sono una riparatrice di macchine cerebrali, sono solo una portatrice di cervello come chiunque altro, e nessuno sa come si fa a riparare sé stessi, non del tutto se non altro, non abbastanza bene.”

Catherine Lacey - Nessuno scompare davvero

Se un libro riesce a trasmetterci qualcosa – gioia, inquietudine, attesa, riflessione -, si è in grado di divorarlo in pochissimo tempo, un paio di giorni che siano, o addirittura qualche ora. Leggendo “Nessuno scompare davvero” di Catherine Lacey, però, ho riconfermato un’idea che si era fatta strada nella mia mente dopo letture ‘leggere e divertenti’ (vedi: i diari di Cesare Pavese, quelli di Sylvia Plath, ed un paio di altri autori rappresentanti di uno spleen quasi baudelairiano): non siamo solo noi che divoriamo i libri, anche loro sono capacissimi di dilaniarci e farci a pezzi. Vi dirò di più, anzi: questo è proprio il genere di letture che preferisco, perchè mi scavano dentro, mi parlano, mi fanno pensare, sono capaci di aiutarmi e di comprendermi come forse nessuno riesce a fare, a volte. Quando sono incappata in questa nuova uscita edita Sur (che fa parte della collana di narrativa nordamericana Big Sur, lanciata dalla casa editrice a partire da settembre 2015), non ho potuto fare a meno di sentire qualcosa dentro di me, una vocina interiore che mi diceva “Devi averlo! Se tu leggerai lui, lui leggerà te”. Complice anche la gentilezza degli editori, ho quindi avuto l’opportunità di immergermi nelle pagine scritte dalla Lacey che, ricordiamolo, con questa sua opera d’esordio è giunta in finale allo Young Lions Award, il premio della New York Public Library per i migliori autori under 35. Inutile dirvi che la vocina ci aveva visto giusto: io l’ho consumato e lui ha consumato me.

“Nessuno scompare davvero” è il racconto di un viaggio, un viaggio fisico (dagli Stati Uniti alla Nuova Zelanda) ma anche spirituale. E’ il racconto di una vita spezzata, di una donna divisa a metà. La protagonista, Elyria, ventott’anni, apparentemente ha tutto: un bell’appartamento al centro di Manhattan, un lavoro creativo, un marito che la ama. E’ però quando le cose sembrano andare bene che, inspiegabilmente, l’essere umano si pone più dubbi: durerà? Avrò sbagliato qualcosa? Il mio passato influenzerà il futuro? E, soprattutto, sono davvero, nei meandri più oscuri e profondi di me, la persona che mostro agli altri? La vita che sto vivendo è quella che avevo sognato anni fa? Elyria si pone tutte queste domande, e molte altre ancora: senza neanche riuscire a darsi una spiegazione del gesto, un giorno, quasi all’improvviso, decide di prendere uno zaino, riempirlo di poche ed essenziali cose, e di scappare, di fuggire dall’esistenza che ha condotto sino a quel momento. Una meta, seppur accennata e un po’ incerta, ce l’ha: la fattoria neozelandese di Werner,  un poeta conosciuto qualche tempo prima ad un reading. Ha quindi inizio un lungo viaggio, fatto per lo più in autostop, che permetterà ad Elyria di raggiungere la Nuova Zelanda, non senza aver prima incontrato numerose e diverse persone, ciascuna delle quali, in un modo o nell’altro, le insegnerà qualcosa su se stessa e sull’umanità in generale. Il suo cammino è tormentato, così come la sua anima: durante la sua assenza, la protagonista comincia a chiedersi se il rapporto con suo Marito – così lo chiamerà durante tutto il corso del romanzo – sia basato su un sentimento vero o se sia solamente il risultato di due metà sole e ferite. I tasselli del puzzle della sua vita vengono esplorati costantemente (la madre alcolizzata, il padre sconosciuto, la sorella suicida), senza però che si giunga ad una vera e propria conclusione. D’altronde, non è facile nè comprendersi fino in fondo nè tenere a bada il «bufalo impazzito che ognuno si porta dentro», ovvero la nostra parte sofferente, il nostro fardello segreto.

Il ritmo di questo profondissimo romanzo è incalzante, ipnotico, frenetico, un continuo flusso di coscienza che s’insinua tra i nostri pensieri; sarebbe da leggere interamente a voce bassa, sussurrato, per carpire meglio i monologhi interiori di Elyria, per sentirla più vicina a noi. Personalmente, pur essendo complicata e capricciosa e tormentata – anzi, forse proprio per questi motivi – ho amato la protagonista, mi sono sentita legata a lei in quanto molto affine a me stessa. Non posso che consigliare un libro del genere, pieno di frasi e concetti che non vi abbandoneranno per molto, molto tempo. E’ l’altro lato della letteratura: non soltanto mero divertimento, ma introspezione, psicologia, riflessione, autoanalisi. Decisamente quello che io cerco in un libro. Vorrei poter dire molto di più, ma non riesco, perchè le ferite che “Nessuno scompare davvero” mi ha lasciato sono fresche, e avranno bisogno di un pochino di tempo per essere rimarginate quasi del tutto. La cicatrice, ad ogni modo, rimarrà per sempre.

Voto: 5/5

Mrs. C.

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2 pensieri su “Catherine Lacey – Nessuno scompare davvero

    • Mrs. C. ha detto:

      Devo ammettere che mi ha veramente rapita, sì. La scrittura è ipnotica, un flusso di coscienza costante e continuo, è difficile non rimanerne incantati secondo me. Soprattutto se un minimo si assomiglia alla protagonista – e, pensieri del genere, spesso li hanno avuti tutti, almeno una volta nella vita. Fammi poi sapere se ti è piaciuto!

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