Haruki Murakami – La fine del mondo e il paese delle meraviglie

Titolo: La fine del mondo e il paese delle meraviglie

Autore: Haruki Murakami

Editore: Einaudi

Pagine: 509

Anno: 2008

Prezzo: € 15,00

“Mi bastava abbandonare al vento il mio cuore, come gli uccelli. Perché non potevo buttarlo via, mi dissi. A volte era pesante e cupo, era vero, ma succedeva anche che portato in volo dal vento riuscisse a vedere attraverso l’eternità. Potevo perfino metterlo nel suono di quella piccola fisarmonica, il mio cuore.”

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Murakami è probabilmente il mio scrittore contemporaneo preferito e, ogni volta che apro uno dei suoi libri e mi immergo nelle sue atmosfere oniriche e malinconiche, mi sembra di tornare a trovare un vecchio amico che non vedo da tempo. Un amico a cui sono particolarmente affezionato. E non fa eccezione “La fine del mondo e il paese delle meraviglie“, opera con il quale l’autore ha vinto nel 1985 il Premio Tanizaki, uno tra i più importanti riconoscimenti letterari del Giappone. Ho sempre pensato che l’intera opera di Murakami si possa sommariamente dividere in due macro categorie: i romanzi ancorati alla realtà e le storie surreali e visionarie. Come già suggerisce il titolo, “La fine del mondo e il paese delle meraviglie” è uno dei capisaldi della produzione fantastica dello scrittore giapponese.

La narrazione si snoda lungo due sentieri distinti ma paralleli, alternandosi capitolo dopo capitolo. “Il paese delle meraviglie” prende il via quando il protagonista, in una Tokyo alienante e feroce, accetta un oscuro lavoro commissionatogli da un geniale ma alquanto stravagante scienziato. Tranquillo uomo di 35 anni, svolge la professione di cibermatico, che consiste nel custodire e criptare importanti dati informatici, il tutto attraverso un complicato processo denominato shuffling. I dati vengono forniti dal Sistema, potente associazione governativa alle cui dipendenze è il protagonista, occultandoli così ai Semiotici, sorta di criminali informatici, dediti alla rivendita sul mercato nero dei dati sottratti. Ma il lavoro che il vecchio scienziato ha commissionato, in realtà nasconde un profondo e disturbante segreto, che per essere scoperto porterà l’ignaro protagonista a calarsi nel sottosuolo della città, tra oscure caverne abitate dagli Invisibili, popolo antichissimo e crudele che incarna le paure ancestrali dell’uomo.

La fine del mondo” invece è ambientato in una città senza nome, circondata da altissime mura e da cui è impossibile fuggire. Gli abitanti sono privi di sentimenti e un senso di pace e di serenità regna incontrastato. Il Guardiano ogni giorno lascia entrare nel paese una mandria di unicorni, lasciandoli tranquilli di pascolare e girovagare liberamente, per poi farli tornare nei boschi al calar delle tenebre. Qui il protagonista è l’ultimo abitante giunto in città, costretto ad abbandonare la propria ombra e a diventare Il Lettore di Sogni. Ma rinnegare la vita passata e tutti i ricordi ad essa legati può provocare molto dolore, ed una sorta di ribellione lentamente inizia a germogliare nel cuore del giovane. Due storie surreali apparentemente senza alcun legame, che disorientano il lettore, lasciandolo confuso e perplesso. Ma man mano che il romanzo avanza, iniziano ad intravedersi i primi legami tra i due mondi e, tra spiegazioni scientifiche e dissertazioni filosofiche, i nodi vengono sciolti a poco a poco.

La fine del mondo e il paese delle meraviglie” non è un libro semplice, ma come tutti i grandi romanzi necessita di tempo e dedizione. La scrittura fluida e mai banale di Murakami è poi un propulsore straordinario nell’incentivare la lettura, e ad ogni pagina che voltiamo ci sembra di scoprire un piccolo frammento in più di questa folle ma estremamente affascinante vicenda. Un viaggio visionario nell’inconscio dell’uomo, dove tutti possiamo in qualche modo identificarci con i protagonisti, avendo provato almeno una volta nella vita l’incredibile senso di vuoto sprigionato dalle loro anime. E forse ciò che rendere questo libro straordinario è il non avere un’unica e prestabilita spiegazione, lasciando il nostro cuore libero di interpretarlo.

Voto: 4,5/5

Mr. P.

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