Ray Bradbury – Paese d’ottobre

Titolo: Paese d’ottobre

Autore: Ray Bradbury

Editore: Mondadori

Anno: 2012

Pagine: 306

Prezzo: € 10,00

“Naturalmente lei sa che dei bambini uccidono la madre nascendo. Perché? Potrebbe mai trattarsi di rancore per il fatto di essere costretti a venire in uno sporco mondo come questo?

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Ray Bradbury è sicuramente uno dei più grandi scrittori ed innovatori del genere fantascientifico (basta nominare le “Cronache marziane“) ed ha dato vita ad uno dei classici moderni più belli di tutto il ‘900, “Fahrenheit 451“. Ma mentre la sua mente creava incredibili mondi futuristici, Bradbury scrisse anche una serie di racconti ambientati nei territori della sua infanzia e più precisamente nei piccoli paesi agricoli e nei sobborghi del Midwest. Storie che sono poi state definite le sue “cronache terrestri” e raccolte all’interno di questa antologia. Diciannove piccoli capolavori che prendono per mano il lettore e lo costringono a fare un salto nel bizzarro, nell’imprevedibile, nel misterioso. E ovviamente nella paura. Perchè cosa c’è di più terrificante dell’orrore che irrompe lentamente ma inesorabilmente nella banalità del quotidiano?

Tra le folli pagine di questa raccolta vediamo susseguirsi con stupore sempre crescente un vampiro molto singolare, un uomo ossessionato dal proprio scheletro, una madre terrorizzata dal figlio appena nato, un campo di grano che forse è meglio non falciare. Ma anche la paura assoluta di un uomo verso il vento che spira impetuoso fuori dalle mura di casa sua, la macabra folla che si riunisce ogni volta che accade un incidente, uno scrittore che racconta rilassato della propria presunta morte, una curiosa coppia di anziani assicuratori che cerca di avvisare una donna di un pericolo imminente. Una menzione a parte valgono poi i tre racconti a mio parere migliori dell’intera collezione. “Il barattolo” è l’oscura e inquietante storia di un barattolo acquistato da un contadino per pochi soldi, contenente qualcosa di incomprensibile e indecifrabile e che da adito agli abitanti del paese di lanciarsi nelle congetture più strane, risvegliando vecchie paure. Se poi Stephen King lo ha definito uno dei migliori racconti horror di sempre un motivo ci dovrà pur essere. “Il lago” invece esplora il versante più malinconico di Bradbury: narra infatti di una struggente storia d’amore tra due ragazzini, che nemmeno la morte e il trascorrere del tempo potrà mai cancellare. Toccante e ricco di emozione. Concludo poi con “L’emissario“, terrificante storia di ritorni dall’oltretomba, perfetta per una lettura invernale accanto ad un camino acceso e con un thè caldo in mano.

In “Paese d’ottobre” i generi si mescolano, creando un risultato unico e sorprendente. Ed è stupendo perdersi tra le pagine di questa antologia, divorando una storia dopo l’altra e facendone quasi indigestione. E quando si arriva rabbrividendo alla fine di questo stravagante e pauroso viaggio letterario, una sorta di malinconia ci avvolge: ne vorremmo ancora e ancora. Perchè la mente dell’uomo non è mai sazia di quel senso di stupore che si prova di fronte ad avvenimenti che non si possono spiegare, al mistero che è legato indissolubilmente alla nostra esistenza, al senso dell’ignoto che è parte integrante di noi.

Voto 4,5/5

Mr. P.

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