Gustav Meyrink – Il golem

Titolo: Il Golem

Autore: Gustav Meyrink

Editore: Tre Editori

Anno: 2015

Pagine: 358

Prezzo: € 21,00

E se anche la sorte di noi esseri viventi assomigliasse a quella di quei fogli di carta? C’è forse un vento invisibile, inafferrabile che ci scaraventa qua e là e determina le nostre azioni, mentre la nostra ingenuità ci induce a credere di possedere il libero arbitrio?”

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Nel centenario dalla sua pubblicazione, la casa editrice Tre Editori ripropone in una nuova edizione “Il Golem”, romanzo d’esordio di Gustav Meyrink, nonché il suo testo maggiormente conosciuto. Occorre subito fare una premessa sull’edizione, curatissima e corredata di parecchio materiale utile alla comprensione di un’opera tanto affascinante quanto complessa. La curatrice Anna M. Baiocco è particolarmente attenta ai rimandi occulti e ai significati esoterici e cabalistici a cui Meyrink fa riferimento, guidando lo sperduto lettore, grazie anche ad una lunga ed esaustiva introduzione. Da non dimenticare poi l’aggiunta delle stupende illustrazioni originali di Hugo Steiner Prag, tetre e misteriose e che rispecchiano fedelmente l’atmosfera gotica dell’intero romanzo.

Meyrink, dedito lui stesso alle scienze occulte ed esoteriche, fa rivivere nella suo scritto l’antica leggenda praghese del Golem, modernizzandola ed adattandola alla Praga di inizio novecento. Si narra infatti che nel XVI secolo il sapiente rabbino Jehuda Low creò, a difesa della comunità ebraica di Praga, un essere artificiale plasmato dall’argilla, a cui era possibile dare vita semplicemente incidendo sulla fronte la parola “emet” (in ebraico verità). Ma tale era la fragilità del Golem che bastava cancellare la prima “e” per trasformare la parole in “met” (morto), annientandolo completamente. Infatti quando la mostruosa creatura iniziò a ribellarsi al suo creatore, il rabbino decise di sacrificarlo, nascondendolo nella soffitta della Sinagoga Vecchia-Nuova, al centro del quartiere ebraico di Praga, dove secondo la leggenda dimorerebbe ancora adesso.

La vicenda di Meyrink prende spunto da un banale scambio di cappelli all’interno del Duomo di Praga. Il protagonista prende per sbaglio il copricapo di un certo Athanasius Pernath, intagliatore di pietre preziose, e nel sonno sprofonda lentamente ma inesorabilmente in un vero e proprio sdoppiamento della personalità. La sua vita si fonde con quella di Pernath, in un magma di ricordi confusi e di pensieri che celano dubbi ancestrali. Così l’io narrante inizia un percorso di innalzamento spirituale, sempre in bilico tra la via del male, rappresentata dal maligno rigattiere Aaron Wassertrum, e la via del bene, incarnata dall’impiegato municipale Hillel e dalla pura e innocente figlia Miriam. Collante dell’intera vicenda, la figura inquietante ed enigmatica del Golem, che scopriamo aggirarsi nei vicoli di Praga ogni trentatré anni, seminando panico e terrore. Così il confine tra il mondo reale e tangibile e quello dei sogni (o degli incubi?) si fa sempre meno definito, tanto che uno sconfina nell’altro in un’amalgama di sensazioni interiori e di visioni deliranti. L’altro mondo è ben visibile davanti ai nostri occhi: basta squarciare il velo che li copre per perdersi nei suoi abissi.

Il Golem” non è un romanzo semplice. Richiede una lettura accurata e la disposizione d’animo giusta per immergersi completamente, anima e corpo, nei vicoli della Praga magica dei primi anni del novecento. Ma se il lettore saprà lasciarsi trasportare dal fascino e dall’oscurità che sprigionano queste pagine, il viaggio letterario che ne scaturirà avrà pochi eguali: estraniante, misterioso, a tratti impenetrabile ma ricco di significati nascosti e con il pregio di scavare a fondo nella coscienza umana. Un romanzo che ha influenzato gran parte della letteratura fantastica e weird degli anni a venire, apprezzato da mostri sacri quali Lovecraft e Kafka. Permettetemi quindi di concludere con un’espressione ormai largamente abusata ma che calza assolutamente a pennello: un’autentica esperienza di lettura.

Voto: 4/5

Mr. P.

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